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Lavoro per tecnici di radiologia in 4 città tedesche

La ripresa dei progetti di assunzione in Germania, dopo la pausa estiva, riguarderà non solo gli infermieri ma anche i tecnici di radiologia, con colloqui in programma a Torre del Greco (provincia di Napoli) alla fine del mese di settembre.

I selezionatori del nuovo progetto “Germitalia” – che darà lavoro in Germania a tempo indeterminato – arriveranno ancora una volta dal gruppo Curagita, partner della German Radiology Network, che gestisce la rete radiologica tedesca nella quale attualmente sono impiegati centinaia di tecnici tra società private e dipartimenti ospedalieri.

Requisiti per partecipare al bando per non meno di 10 posti di lavoro a tempo indeterminato sono la laurea triennale in Tecnico di radiologia (graditi anche neolaureati e laureandi) e, sostanzialmente, una forte motivazione a trasferirsi in Germania. L’impatto con la nuova nazione sarà, tuttavia, come sempre facilitato dalla collaborazione, sul posto, della struttura dell’Internationaler Bund di Stoccarda, che curerà anche il primo corso di lingua tedesca, con garanzia di vitto e alloggio, a disposizione dei tecnici di radiologia italiani che saranno prescelti dai selezionatori tedeschi (i colloqui si terranno in lingua italiana con il supporto di traduttori).

Le strutture di destinazione dei neo-assunti si trovano a Monaco (https://www.conradia-radiologie-muenchen.de/), Amburgo (https://www.conradia-hamburg.de/), Berlino (https://www.conradia-berlin.de/) e Dresda (https://www.conradia-dresden.de/).

Come gli infermieri, anche i tecnici interessati a sostenere il colloquio di fine settembre possono già contattare la direzione “Germitalia” al recapito telefonico 081.0117975 oppure inviare la propria candidatura attraverso collegandosi direttamente al seguente link: https://form.jotform.com/81405508902958

Nello Giannantonio

Allarme salario minimo: può costare alle imprese 12 milioni

Altro che i 4,3 miliardi stimati dall’Istat. L’introduzione del salario minimo in Italia, cavallo di battaglia soprattutto della componente 5Stelle del Governo, può avere un impatto sulle aziende di almeno il triplo. Alla Commissione Lavoro della Camera, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro è stato ricevuto in audizione per esprimere rendere il proprio pensiero “tecnico” sul salario minimo orario di 9 euro lordi, alla luce di un monitoraggio che ogni giorno ha sulla vita delle piccole e medie imprese italiane.

La posizione espressa dai consulenti – documenti alla mano – è stata però franca: senza nulla togliere all’intento di dare maggiore dignità economica al lavoro  e combattere le illecite forme di interposizione di manodopera, l’introduzione di un salario minimo legale non potrebbe non impattare notevolmente sul costo del lavoro delle imprese italiane, soprattutto le piccole e medie, in un momento già difficile per molti comparti. Insieme al salario minimo, infatti, il trascinamento verso l’alto delle retribuzioni che oggi già superano questa soglia per effetto di altri elementi retributivi riconosciuti in busta paga, può infatti portare ad un costo del lavoro di 12 miliardi di euro, quindi triplicato rispetto ai 4,3 miliardi stimati dall’Istat.
Ma quali sarebbero, a detta dei consulenti, i riflessi negativi – e forse non tutti considerati – di una norma sul salario minimo orario? Ne elenchiamo alcuni: minore disponibilità di risorse in azienda per trattamenti retributivi aggiuntivi come premi di produzione e sistemi di welfare aziendale, a discapito della stessa produttività; un appiattimento dovuto al livellamento delle diverse tipologie contrattuali; l’aumento del prezzo di beni e servizi da parte delle imprese per fronteggiare i nuovi costi del lavoro; una nuova ondata di delocalizzazioni e una diminuzione dei già bassi livelli di investimenti esteri in Italia; aumento del lavoro sommerso, rischio quest’ultimo già alimentato dall’introduzione del “Reddito di cittadinanza” se resterà una misura assistenzialistica e non di politica attiva del lavoro.

Nello Giannantonio

Violenze e molestie sul 90% degli infermieri: corso gratuito per evitarle

I dati sono raccapriccianti: in Italia l’89,6% degli infermieri è stato vittima, sul posto di lavoro, di violenza fisica, verbale, telefonica o addirittura di molestie sessuali da parte dell’utenza.

Il dato è stato elaborato dal Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università di Tor Vergata di Roma. Dal lancio di oggetti a schiaffi e pugni (37,2%), dalla tentata aggressione alle violenze verbali (e qualcuno ha denunciato anche molestie di tipo sessuale): dall’indagine è emerso un quadro che richiede interventi urgenti.

Per questo motivo, la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (professionisti che non se la passano meglio secondo lo studio effettuato), hanno deciso di mettere gratuitamente a disposizione dei loro iscritti corsi FAD (formazione a distanza) che si basano su interventi di comunicazione verbale e non, con l’obiettivo di diminuire tensione e aggressività nelle relazioni interpersonali sul posto di lavoro.

L’accessibilità al corso per infermieri e medici – articolato in lezioni audio e video – è prevista accedendo ai corsi dai rispettivi portali istituzionali. E darà diritto, alla conclusione del percorso, a diversi crediti ECM.

Il progetto si chiama “C.A.R.E. (Consapevolezza, Ascolto, Riconoscimento, Empatia) – Prevenire, riconoscere, disinnescare l’aggressività e la violenza contro gli operatori della salute” ed è composto di 12 sezioni. Nome d’eccezione quello del responsabile-realizzatore dei corsi: il professor Massimo Picozzi, psichiatra, criminologo e scrittore, nonché noto volto anche televisivo.

Lavoro per infermieri: si ripartirà da Tubinga

Direzione “Germitalia” già al lavoro per pianificare i nuovi bandi per assunzioni a tempo indeterminato in Germania in campo sanitario. Dopo la pausa estiva, a Torre del Greco (provincia di Napoli) tonerà ancora una volta il policlinico universitario di Tubinga per selezionare altri infermieri ed infermieri pediatrici dopo il successo dei precedenti progetti portati avanti in collaborazione con “Germitalia” e l’Internationaler Bund di Stoccarda.

Nelle stesse giornate sono previste, sempre a Torre del Greco, nuove selezioni anche di tecnici di radiologia. Ai candidati che saranno prescelti dai selezionatori tedeschi (i colloqui si terranno comunque in lingua italiana con il supporto di traduttori) verrà garantita l’assunzione a tempo indeterminato, nonché la possibilità di carriera interna e frequenza di master di specializzazione, sempre finanziati dal datore di lavoro. Così come finanziato sarà il corso di lingua tedesca che i giovani italiani dovranno seguire sia per conseguire il livello B1 che B2.

Si riparte, dunque, dalle certezze lavorative offerte dai principali ospedali e policlinici tedeschi che da anni collaborano con “Germitalia” e che costantemente offrono lavoro ai giovani italiani.

Gli infermieri ed infermieri pediatrici interessati a sostenere il colloquio possono già contattare la direzione “Germitalia” al recapito telefonico 081.0117975 oppure inviare la propria candidatura attraverso la piattaforma presente all’interno del sito ufficiale https://www.germitalia.com/ e rinvenibile al seguente link: https://form.jotform.com/81405508902958

Nello Giannantonio

Cassa infermieri e partite Iva: c’è poco da stare allegri

Lavorare da infermieri con partita Iva (che la cosa sia genuina o nasconda invece un tipico rapporto di lavoro subordinato) può, in prospettiva, arrecare danni ai giovani italiani anche sul piano pensionistico.

Ecco probabilmente spiegato uno dei motivi per cui sempre più infermieri laureati, precari o addirittura senza lavoro nel nostro Paese, decidano di accettare le proposte lavorative che costantemente arrivano da altri paesi europei, come la Germania, dove – oltre ad un inquadramento a tempo indeterminato e con retribuzioni più elevate delle nostre – si possono accantonare anche contributi previdenziali, nella Gestione dei lavoratori dipendenti, da poter poi far valere eventualmente in Italia. Dove attualmente, tra le gestioni previdenziali maggiormente in affanno, ci sarebbe – dopo quella dei giornalisti (il bilancio tecnico dell’Inpgi “reca una previsione di esaurimento del patrimonio già dal 2028”) – proprio quella degli infermieri secondo quanto scrive la sezione di controllo sugli enti della Corte del conti, di recente in audizione alla commissione parlamentare sugli enti gestori previdenziali. Per l’Enpapi – la cassa cui versano infermieri, assistenti sanitari e infermieri pediatrici che esercitano l’attività in forma libero professionale – la Corte ha evidenziato “problematiche relative alla regolamentazione delle convenzioni di investimento, alla valutazione in bilancio degli asset, alla struttura dei sistemi di controllo”. Da qui la sollecitazione al legislatore a fornire, un “assetto normativo uniforme degli investimenti delle casse previdenziali anche sotto il profilo dei documenti illustrativi dei criteri e delle metodologie adottate”. Del resto, come denunciato anche non molto tempo fa da “L’Espresso” con riferimento generale a tutte le casse previdenziali non gestite direttamente dallo Stato, “nei cassetti del ministero dell’Economia c’è un dossier definito da tempo ma bloccato da un letale scontro d’interessi. Riguarda le regole (previste da una legge del 2011) che dovrebbero impedire alle casse pensionistiche private di sprecare i quattrini versati dai lavoratori, bruciandoli in investimenti opachi o sconsiderati. Il regolamento non è stato approvato e nessun obbligo è stato imposto alle casse. I fondi pensione integrativi, quelli dove finisce ad esempio il Tfr di molti lavoratori, sono sottoposti a un rigido sistema di controlli. Le casse previdenziali no, nonostante gestiscano il grosso della pensione futura di due milioni di persone, commercialisti e notai, infermieri e medici, ingegneri e geometri, e così via…”.

Nello Giannantonio

Germania, occasioni da prendere… al volo

Chi supera le selezioni organizzate da “Germitalia” deve, in partenza, preoccuparsi solo di prenotare il biglietto aereo per raggiungere la prima volta Stoccarda, sede del primo corso di lingua B1 presso la sede dell’Internationaler Bund, che garantisce anche vitto e alloggio agli infermieri italiani e alle altre figure sanitarie assunte a tempo indeterminato da datori di lavoro tedeschi. La familiarità con la consultazione delle migliori offerte aeree può diventare uno strumento importante per non sentirsi troppo lontani dall’Italia e dai propri affetti anche una volta che ci si stabilizza in Germania dal punto di vista lavorativo, pur essendo consigliata una integrazione piena nel nuovo Paese, sia linguistica che culturale, anche nei tempi di non lavoro. Ad ogni modo, attualmente diverse compagnie aeree hanno previsto voli di linea diretti, e a prezzi molto contenuti, che mettono in collegamento, in breve tempo, le principali città italiane con quelle tedesche. Facciamo qualche esempio, considerando sempre prezzi comprensivi di andata e ritorno. Un volo diretto Napoli-Stoccarda (con Ryanair), simulando la prenotazione con due settimane di anticipo, lo si può trovare anche a 50 euro; un Roma-Stoccarda si aggira sui 150 euro (la miglior offerta in questo caso è di Eurowings); la tratta Roma-Monaco arriva a costare sugli 80 euro per 1 ora e 38 minuti di viaggio con Vueling Airlines; giusto 10 euro in più per un Roma Ciampino-Francoforte con Ryanair. Ma non mancano poi le offerte-super. Come quelle della stessa Ryanair che, in questo momento, arriva a proporre un volo Milano-Berlino anche a 26 euro o un Roma-Berlino a 68. Prezzi e tempi di collegamento per niente proibitivi, dunque, a paragone d elle lunghe tratte in treno che affrontava chi, nei decenni scorsi, si trasferiva per lavoro da Sud a Nord della stessa Italia. Per monitorare le offerte di lavoro in Germania in campo sanitario proposte da “Germitalia” consultare gli aggiornamenti del sito ufficiale all’indirizzo https://www.germitalia.com/ Nello Giannantonio

Assunzioni: il bonus c’è… ma non si vede

La penuria di assunzioni da parte di datori di lavoro privati in Italia è da ricondurre anche alla inoperatività di buona parte degli incentivi (quei pochi sopravvissuti o quelli di nuova istituzione) riconosciuti alle imprese ed ai professionisti. Facciamo alcuni esempi. Avrete sentito parlare certamente del Bonus Giovani Eccellenze per assunzioni di giovani laureati o in possesso di un dottorato di ricerca effettuate da gennaio a dicembre 2019: l’incentivo, per 12 mesi, è pari al 100% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro nel limite massimo di 8.000 euro. Bene, manca ancora oggi la circolare applicativa dell’Inps per permettere alle imprese di applicare concretamente il beneficio. La misura sarebbe anche interessante, perché valorizza chi è in possesso della laurea magistrale, ottenuta nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 con la votazione di 110 e lode e con una media ponderata di almeno 108/110, entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno di età. Al Meridione c’è poi il caso del bonus Occupazione Sviluppo Sud, già aspramente contestato perché, tardivamente disciplinato, ha previsto uno sgravio (anche qui di un anno al 100%) solo per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° maggio al 31 dicembre 2019 (e non dal 1° gennaio a dispetto delle previsioni della Legge di bilancio). Sulla carta, ad ogni modo. Perché manca, ad oggi, la circolare operativa e le aziende stanno, nel frattempo, “anticipando” i contributi all’Inps. Altro caso è quello degli under 35: un articolo inserito nella legge di conversione del cosiddetto “Decreto Dignità” estendeva a questa platea (e non più solo agli under 30) il beneficio della decontribuzione al 50% dei contributi previdenziali per 3 anni in caso di assunzioni stabili anche negli anni 2019 e 2020, a patto che il lavoratore non avesse mai lavorato prima a tempo indeterminato. Il problema è che, dal mese di ottobre 2018, si attende un decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, come previsto dallo stesso testo di legge, per disciplinare il beneficio e raccordarlo con quello simile della legge 205/2017. Dulcis in fundo, non è operativo nemmeno lo sbandierato bonus alle imprese che assumessero percettori di Reddito di cittadinanza, anche se esclusivamente a tempo pieno ed indeterminato (può arrivare fino a 780 euro al mese e sarà pari alle mensilità di sussidio riconosciute al neoassunto), a dispetto di quella sbandierata come una politica attiva del lavoro che invece, tra ritardi nell’assunzione dei Navigator e tecniche elusive, rischia di diventare solo una pericolosa misura assistenzialistica.

Nello Giannantonio

Parti per lavoro e, se torni in Italia, hai una “dote” anche fiscale

In una Europa senza più troppi vincoli geografici (ed è quanto sottolineano sempre anche i progetti di assunzione “Germitalia” nell’avviare personale sanitario verso strutture tedesche), grazie alla libera circolazione dei lavoratori comunitari, alla praticità ed economia dei voli di linea, all’internazionalizzazione dei percorsi di studi, i lavoratori si ritrovano sempre più spesso a variare la propria residenza fiscale in funzione delle scelte lavorative, accettando l’offerta di un datore straniero, come spesso accade nei programmi di assunzione a tempo indeterminato targati “Germitalia” per infermieri e non solo.

Molti dei ragazzi che partono grazie a questi progetti si creano in Germania una vita anche extra-lavorativa, oltre ad apprezzare le migliori condizioni contrattuali offerte; altri potrebbero benissimo decidere anche di rientrare dopo aver fatto tesoro comunque di un’esperienza e riportandosi in Italia, quantomeno, una pratica lavorativa, un gruzzolo di risparmi, la conoscenza della lingua tedesca e contributi previdenziali validi anche nel nostro sistema. A questo si aggiunge anche una “dote” di natura fiscale, ora più estesa grazie alle recenti modifiche di legge.

Per potere richiamare in Italia i cosiddetti “cervelli”, il legislatore già dal 2010 aveva previsto una serie di vantaggi fiscali a favore di chi rientrasse. Un piano ora rafforzato dal Decreto crescita, in attesa di conversione, che ha inteso semplificare notevolmente i requisiti di accesso ai benefici fiscali riservati ai cosiddetti “impatriati”, rendendo molto più accessibili le condizioni richieste. La misura base dello sconto fiscale è ampliata dal 50% (efficace fino al 2019) al 70%: in pratica, viene tassato solo il 30% del reddito prodotto in Italia da chi ci rientra ed intraprende attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa. La durata del beneficio resta fissata in 5 anni (dal trasferimento della residenza fiscale in Italia fino alla fine del quarto anno successivo) e si passa dal 30% al dimezzamento dell’imponibile fiscale (50%) per altri 5 anni in caso di lavoratori con un figlio minorenne o fiscalmente a carico. Misure ulteriormente rafforzate in caso di tre figli minorenni nel nucleo o di “impatriati” che si trasferiscano nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia: per loro, nel primo quinquennio il reddito imponibile si riduce al solo 10%.

Per godere dell’agevolazione, questi lavoratori non devono aver risieduto in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento (in precedenza gli anni richiesti erano cinque) e si impegnano a risiedere in Italia per almeno due anni (ma senza dover  rivestire esclusivamente ruoli direttivi o di elevata qualificazione professionale). Scompare infatti, nella nuova formulazione della norma, qualsiasi riferimento in merito all’inquadramento e al livello di responsabilità del lavoratore agevolato.

Nello Giannantonio

Germania, occasione per i partner: guardate lo stipendio minimo…

La soluzione tedesca può essere presa in considerazione anche nell’ottica di una scelta di vita di coppia. Proprio mentre “Germitalia”, dopo aver inserito altri tecnici di radiologia ed infermieri in importanti strutture sanitarie tedesche (ragazzi attesi a Stoccarda il prossimo 10 luglio per il primo corso di lingua), apre ancora le porte ad ultime candidature di infermieri che volessero partire per la Germania attraverso il cosiddetto “progetto pilota” (partenza con la garanzia di una sistemazione lavorativa una volta sul posto), i freschi dati diffusi grazie ad una indagine Eurostat confermano che attualmente in Germania possono trovare piuttosto agevolmente un’occupazione – e ben remunerata – anche i partner dei professionisti italiani in campo sanitario che partono per un lavoro stabile. In Germania, dove il tasso di disoccupazione è sceso ai minimi storici, lo stipendio minimo mensile lordo è di ben 1.557 euro, secondo in Europa solo a quelli di Belgio, Paesi Bassi, Irlanda e Lussemburgo (primo in graduatoria con la media di 2.071,10 euro). Per guardare a nazioni europee più vicine alla nostra, in Spagna il valore minimo si attesta sui 1.050 euro; in Portogallo sui 700; in Gran Bretagna sui 1.453, 28; in Francia sui 1.521,22. Maglia nera, invece, per la Bulgaria (poco più di 286 euro). Il minimo tedesco è di gran lunga superiore anche al valore degli Stati Uniti d’America (1.098 euro). La ricerca ha preso in considerazione i 22 paesi su 28 membri dell’Unione Europea che dispongono di un salario minimo nazionale (fanno eccezione Italia, Danimarca, Austria, Cipro, Finlandia e Svezia). Ad ogni modo, i numeri evidenziano quanto possa essere utopico il disegno di un salario minimo europeo per la diversità delle realtà interne.

Le statistiche sugli stipendi minimi pubblicate da Eurostat (valori a dicembre 2017) si riferiscono alle retribuzioni minime nazionali (che di norma si applicano a tutti i lavoratori dipendenti), fissate per legge previa consultazione delle parti sociali o direttamente in forza di un accordo intersettoriale nazionale.

Nello Giannantonio

Educatori dell’infanzia. Fai la tua esperienza di lavoro in Germania!

Presto si tornerà a selezionare educatori per l’infanzia da destinare ad asili pubblici e privati tedeschi. Dopo il successo del progetto di Febbraio 2019, con l’istituto Koncept-e di Stoccarda scuola bilingue italo-tedesca, dopo l’estate potrebbero ripresentarsi nuove posizioni aperte per insegnati di asilo. I colloqui si terranno con lo stasso protocollo del precedente progetto. Selezioni a Torre del Greco in provincia di Napoli per gli idonei partenza alla volta di Stoccardaper frequesntare un primo corso di lingua B1 (con garanzia di vitto e alloggio in strutture dell’Internationaler Bund nonché dello stipendio di ingresso) per poi iniziare la vera e propria attività lavorativa nella struttura scolastica di destinazione con il contestuale conseguimento del livello di lingua tedesca B2 ed il definitivo inquadramento come “Educatore dell’infanzia riconosciuto” (stipendio lordo mensile non inferiore ai 2mila euro). I laureati in Scienze dell’educazione e formazione (anche triennale) interessati a questo progetto di lavoro in Germania – da far valere in futuro come esperienza professionale anche in un ipotetico rientro in Italia – potranno candidarsi inviando il proprio curriculum con foto in formato europeo + elenco degli esami sostenuti all’università al seguente indirizzo mail: educatori@germitalia.com – ulteriori informazioni al numero telefonico 081.0117975 negli orari di uffcio. Al momento dell’apertura del bando tutti i candidati con il profilo professionale di interesse da parte del partner lavorativo, riceveranno un bando di progetto con tutti i dettagli contrattuali e le date dei colloqui. Dopo la ricezione del bando potranno prenotare il colloquio nelle date prestabilite dal partner.

Invio CV a educatori@germitalia.com

Requisiti di accesso minimi:

Laurea triennale in Scienze della Formazione o educazione e similari

N.B.: non è ammesso il diploma magistrale abilitante, il diploma psicopedagogico, la laurea in psicologia, la laurea in Scienze dei servizi sociali, laurea in lettere etc.

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