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Equipe tedesca al Covid-hospital: riecco due “nostri” infermieri

Certe storie – non solo d’amore – a volte fanno giri enormi. Succede allora che due delle centinaia di giovani infermieri lanciati negli anni scorsi dall’azienda partenopea “Germitalia” verso un’assunzione a tempo indeterminato in Germania oggi si ritrovino a lavorare, nella situazione d’emergenza da Coronavirus, proprio a due passi da dove il loro brillante percorso tedesco è cominciato.

Boscotrecase e Torre del Greco, infatti, sono due comuni della provincia di Napoli che distano una manciata di chilometri. A Bosco, l’ospedale di riferimento è stato ribattezzato “Covid hospital” per gestire l’emergenza anche campana di questi giorni e lì sta temporaneamente operando una equipe medica giunta dalla Germania nell’ambito della missione “Aiuto UkJ per l’Italia”, con all’interno anche due infermieri, dipendenti del policlinico universitario di Jena, assunti due anni fa proprio grazie ad una selezione organizzata all’hotel “Marad” di Torre del Greco dall’azienda di consulenza “Germitalia”.

Lei si chiama Valeria Gianfrancesco, 24 anni, romana ma col papà originario di Quarto, altro comune della provincia napoletana. Lui è Nelson Rivera, 29enne nato in Perù.

Valeria e Nelson nelle foto realizzate dalla giornalista Francesca Mari in un servizio pubblicato oggi dal quotidiano “Il Mattino”

Terminata l’emergenza, torneranno al loro lavoro stabile in Germania. Ed è su questo tasto che batte la direzione “Germitalia”: “Oggi questi ragazzi stanno sostenendo una esperienza certamente forte dal punto di vista lavorativo ed emotivo, ma domani torneranno alle loro certezze lavorative grazie a quanto costruito in questi anni. Qui in Italia ora si sta facendo incetta di infermieri a tempo determinato, pagando loro anche diarie alte, ma domani potrebbero tornare alle incertezze e al precariato di sempre”. Tuttavia, come sottolinea il numero uno di “Germitalia”, Michele Tuoro, “non è questo il momento di fare raffronti tra sistema italiano e tedesco. Questa bella storia di solidarietà sanitaria avvalora, piuttosto, quella che è stata sempre nostra filosofia con i nostri progetti Fia, vale a dire non togliere infermieri all’Italia ma offrire un lavoro a tempo indeterminato in ospedale pubblico a chi non lo aveva. E oggi i nostri infermieri attualmente occupati in Germania sono pronti a rientrare per dare supporto proprio in quelle città da dove, qualche anno fa, è partita la loro realizzazione professionale”.

Nello Giannantonio

In Germania soldi immediati alle imprese

Mentre in Italia le aziende e i loro consulenti si cimentano nelle varie procedure di Cassa integrazione (spesso non così immediate) per i propri dipendenti la cui attività lavorativa è al momento sospesa o ridotta e mentre gli autonomi inseguono il famoso bonus da 600 euro per il mese di marzo, la Germania – se da un lato viene criticata in queste ore per il suo atteggiamento in Europa – almeno almeno a livello interno ha varato subito un aiuto finanziario di emergenza destinato a “microimprenditori di tutti i settori dell’economia, nonché ai lavoratori autonomi e ai membri delle professioni liberali”.

In pratica, le aziende con un massimo di cinque dipendenti ricevono fino a 9mila euro per tre mesi; quelle con un massimo di dieci dipendenti fino a 15mila euro. Il finanziamento è finalizzato a garantire la possibilità di pagare costi come canoni di locazione, prestiti in corso e rate di leasing. Nella domanda si deve, tuttavia, garantire che le difficoltà economiche non esistessero già prima della crisi da Coronavirus. Il governo federale ha poi previsto di incentivare le imprese perché introducano l’orario ridotto, con l’augurio questi sgravi e aiuti ai datori li convincano ad aumentare le buste paga dei lavoratori che saranno decurtate, appunto, dalla settimana corta.
Molti stati federali tedeschi hanno inoltre anche lanciato programmi che sovvenzionano i lavoratori autonomi includendo anche liberi professionisti nei settori della salute, del commercio e dei servizi, della gioventù e dell’istruzione, delle industrie creative, della cultura, degli affari sociali, dello sport e del turismo. Qui il contributo non può superare i 5mila euro.

Ai disoccupati o agli autonomi che vorranno chiedere sussidi per la disoccupazione, invece, non sarà chiesto per sei mesi l’abituale esame del patrimonio. Alle famiglie con lavoratori dipendenti, infine, concesso – come in Italia – un congedo per consentire di accudire meglio i figli rimasti a casa dopo la chiusura delle scuole.

Nello Giannantonio

Più permessi 104, non per il personale sanitario

L’articolo 24 del cosiddetto decreto “Cura Italia” ha previsto l’incremento del numero di giorni di permesso retribuiti ai sensi della famosa legge 104 del 1992 in favore dei lavoratori disabili o di chi assiste un familiare in situazione di gravità.

I tradizionali tre giorni mensili di permesso rimborsati dall’Inps al datore di lavoro sono stati incrementati, infatti, di ulteriori complessive 12 giornate, usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. Attenzione, non per singolo mese, ma le 12 giornate aggiuntive sono “da fruire complessivamente nell’arco dei predetti due mesi” come specifica l’Inps nella circolare 45 del 25 marzo. Nulla vieta che questi 12 giorni possono essere fruiti, anche consecutivamente, nel corso di un solo mese (marzo o aprile) dal lavoratore dipendente, ferma restando la fruizione mensile dei tre giorni “canonici”.

Un restrizione è però prevista per il personale sanitario autorizzato alla fruizione dei permessi della legge 104, che non può scegliere arbitrariamente se e quando fruire di queste giornate aggiuntive concesse per assistere un familiare disabile. A medici e infermieri, in questo delicato momento per il Paese, il beneficio “è riconosciuto compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell’emergenza Covid-19 e del comparto sanità”.

La misura, nel complesso, si inserisce nelle linea-guida dei primi provvedimenti del presidente del consiglio dei ministri, che invitava i datori di lavoro a far fruire il più possibile ferie e congedi retribuiti ai dipendenti prima di accedere agli ammortizzatori sociali “speciali” con la causale Covid-19, poi disciplinati dallo stesso decreto “Cura Italia”.

Nello Giannantonio

“Il Governo ha dimenticato i professionisti”

“Il Governo ha deliberatamente ignorato il ruolo di 2,3 milioni di professionisti italiani. Così facendo il Paese rischia di pagare un prezzo altissimo, soprattutto quando arriverà il momento di rimetterlo in piedi”. Lo denunciano il Comitato unitario degli ordini professionali e Rete Professioni Tecniche.

I rappresentanti di 21 professioni, riuniti in videoconferenza, hanno deciso di fare fronte comune contro l’esclusione dal decreto “Cura Italia” e per la tutela dei propri iscritti che pure stanno subendo gli effetti della crisi determinata dall’emergenza-Coronavirus. Nei prossimi giorni, i rappresentanti di Cup e Rpt lavoreranno ad un pacchetto di proposte unitario. Intanto è stato chiesto un incontro urgente ai ministri del Lavoro e delle Finanze, che nel frattempo pure hanno iniziato a chiedere notizie ai singoli ordini professionali circa numero di iscritti e fasce di reddito. Questo, evidentemente, al fine di iniziare ad attivare la distribuzione delle risorse di quel “Reddito di ultima istanza” istituito ma non non ancora disciplinato dal decreto legge 18/2020. Si tratta di un fondo a disposizione di tutte quelle categorie di lavoratori, dipendenti ed autonomi, escluse ad ora dalle misure del decreto e che pure sono costretta a sospendere, ridurre o cessare la propria attività.

Nel frattempo, “i professionisti devono riaffermare il proprio ruolo e parlare con un’unica voce” sostengono Cup e Rpt, chiedendo di mettere “le proprie Casse previdenziali nelle condizioni di intervenire in maniera forte e risolutiva, utilizzando risorse proprie. “E basta – sostengono a voce alta – col considerare i professionisti una categoria di privilegiati! Chi continua a pensarlo vive ormai da anni fuori dalla realtà”. Tra le categorie che hanno avviato il tavolo di confronto c’è anche quella degli infermieri per la tutela, in questa sede, soprattutto di quelli che lavorano da liberi professionisti.

Ecco, nel dettaglio, i 21 ordini professionali che hanno partecipato ai lavori: Agronomi, Agrotecnici, Architetti, Assistenti sociali, Attuari, Chimici e Fisici, Consulenti del Lavoro, Commercialisti, Geologi, Geometri, Giornalisti, Infermieri, Ingegneri, Ostetriche, Periti agrari, Periti industriali, Psicologi, Spedizionieri doganali, Tecnici di Radiologia Medica, Tecnologi alimentari, Veterinari.

Nello Giannantonio

Covid, la speranza-Napoli

Uno spiraglio di luce in fondo al tunnel, in campo medico, è venuto ancora una volta dall’eccellenza Napoli. E ora anche in altre regioni d’Italia si sperimenta, nel trattamento di pazienti affetti da Covid19, l’intuizione che accomuna il capoluogo partenopeo alla Cina e che vede in prima linea il dottor Paolo Ascierto, direttore dell’Immunoterapia oncologica dell’ospedale “Pascale” di Napoli.

Il “Tocilizumab” è un farmaco che agisce contro le tempeste di citochine che si scatenano nel momento in cui c’è una reazione immunitaria importante, la stessa che avviene nel polmone in seguito all’infezione da Coronavirus. “Il farmaco viene impiegato nella cura dell’artride reumatoide e noi oncologi lo conosciamo perché lo utilizziamo per gli effetti collaterali dati di alcuni farmaci immunoterapici – ha spiegato il professor Ascierto -: da qui l’idea che potesse dare effetti positivi anche su pazienti affetti da Covid19”.

Risultati confortanti, dopo che a Napoli, si sono man mano riscontrati anche Milano, nelle Marche, a Modena, a Cosenza. Eppure c’è ancora bisogno di studiare: lo stesso Ascierto invoca un apposito laboratorio di ricerca ed ha aperto una raccolta fondi: “Perché studiarlo qui e ora? – spiega il professore -. Prima impariamo a conoscerlo, prima capiamo come muta, prima possiamo anticiparlo, aggredirlo con terapie sempre più efficaci”.
Una intuizione, una corsa contro il tempo, quella dell’equipe dell’Istituto Tumori del “Pascale” che, per certi aspetti e con le debite proporzioni, rievoca un’altra storia di emergenza sanitaria. Che viene sempre da Napoli. In provincia, a Torre del Greco, il primario di medicina dell’ospedale Maresca, Antonio Brancaccio, insieme ad un gruppo di colleghi, ritenne che quella infezione che prese a galoppare in città nell’estate del 1973 non fosse semplicemente una forma di gastroenterite: ipotizzò che si trattasse di qualcosa di ben più grave, annotando nelle cartelle cliniche una “sindrome coleriforme”. Dopo pochi giorni, al “Cotugno” di Napoli, risultavano ricoverati già 220 pazienti sospettati di aver contratto il colera. Manifestazioni di piazza, poi le vaccinazioni di massa. E l’ultimo caso diagnosticato proprio il 19 settembre, nella ricorrenza patronale di San Gennaro…

Nello Giannantonio

L’infermiere emigrato: “Ci chiedete di rischiare la vita da precari”

L’Italia sta rendendo, almeno a livello morale, il giusto tributo alla categoria degli infermieri, tra turni incessanti, volti stremati, famiglie sacrificate, qualche inevitabile contagio al pronto soccorso e quarantene forzate per essere venuti a contatto con persone contagiate dal Covid-19.

È anche, questo, il momento in cui emerge la carenza di personale infermieristico nelle strutture sanitarie italiane e in cui spuntano bandi-lampo di assunzione, ma non a tempo indeterminato. E in questo senso, sulle varie pagine social che accomunano migliaia di infermieri, raccogliamo il post-sfogo di Giovanni, che si firma come “un infermiere emigrato in Germania” e che prova a scuotere i suoi colleghi rimasti in Italia, pur comprendendo il particolare momento di emergenza e lo sforzo che viene richiesto specie alle professioni sanitarie.

“Leggo di reclutamento sanitario, di 20mila nuove assunzioni – scrive Giovanni -, ma purtroppo il mio entusiasmo si trasforma in desolazione. Contratti precari per tre mesi, sei mesi o al massimo un anno. Ci state chiedendo di rischiare la vita, per meno di 1.500 euro al mese, senza neanche un minimo di sicurezza lavorativa. La domanda nasce spontanea – continua Giovanni -: dopo il coronavirus? Nuovamente a casa a calci nel sedere? Secondo me sì… La schiavizzazione per il personale sanitario deve cessare. Ecco spiegato il motivo del perché puntano anche alle assunzioni di laureandi. Ed è anche a voi che mi rivolgo, futuri colleghi – conclude Giovanni -: dite no!”. Ed è così che, accanto al tradizionale #iorestoacasa, ecco che spuntano anche i motti #aiutateciadaiutare e #noprecariato.

Nello Giannantonio

Colloqui per Stoccarda: deciso il rinvio

Senso di responsabilità. Lo stesso che, in questo complicato e surreale momento storico, viene richiesto ai cittadini lo fanno proprio anche la direzione “Germitalia” (unica azienda italiana certificata dall’Internationaler Bund nel reclutamento di personale sanitario) ed i vertici del “Klinikverbund Südwest” di Stoccarda. Che, di comune accordo, hanno deciso di rinviare a data da destinarsi i colloqui in programma nelle giornate dell’1 e 2 aprile per l’assunzione di altri 18 infermieri a tempo indeterminato. In un primo momento, si era deciso di tenere comunque le selezioni garantendo ai candidati il colloquio attraverso la piattaforma Skype, in collegamento con i responsabili del personale della rinomata struttura sanitaria di Stoccarda e gli interpreti dell’Ib.

Una successiva riflessione, unita all’analisi dei decreti pubblicati sia dal governo italiano che da quello tedesco, ha indotto invece a decidere per il rinvio. Tutela della salute e rispetto delle prescrizioni, innanzitutto. Ma anche tutela della credibilità che, nel corso dell’ultimo decennio, ha contraddistinto l’attività di “Germitalia”, che ha dato lavoro in Germania a tantissimi infermieri ed altri profili professionali italiani. Nel rispetto di tutti, le selezioni avranno luogo solo nel momento in cui la struttura che assume, il “Klinikverbund Südwest” di Stoccarda appunto, avrà certezza dei tempi di inserimento dei nuovi infermieri, a partire dall’inizio del corso di lingua tedesca.

La candidatura di chi aveva effettuato la prenotazione resta comunque valida e sarà cura della direzione “Germitalia” fornire ulteriori ragguagli nei prossimi giorni sulle possibili date di recupero. Chi invece ha consultato il bando e intende candidarsi può ancora farlo attraverso il seguente link: https://form.jotform.com/81405508902958

Restano a disposizione, per chiarimenti informazioni, gli uffici “Germitalia” sia di Roma (tel. 06.56559844) che di Napoli (tel. 081.0117975).

Nello Giannantonio

I colloqui per Stoccarda tramite Skype

La direzione “Germitalia” si allinea alle misure di prevenzione dettate dal governo centrale per la gestione dell’emergenza-Coronavirus, evitando meeting e, al contempo, spostamenti da una regione italiana all’altra per raggiungere le due sedi inizialmente fissate (l’hotel “Atlantico” di Roma e il “Marad” di Torre del Greco) per i colloqui di inizio aprile finalizzati ad altre 18 assunzioni di infermieri che effettuerà il “Klinikverbund Südwest” di Stoccarda.

Sia ben chiaro: le selezioni in programma nelle giornate dell’1 e 2 aprile si terranno ugualmente, ma attraverso la piattaforma Skype, con una “triangolazione” che metterà contemporaneamente in contatto il candidato, i selezionatori tedeschi e gli interpreti della struttura dell’Internationaler Bund di Stoccarda, ancora una volta partner dei programmi di assunzione “Germitalia”.

I candidati saranno contattati nei prossimi giorni per ricevere specifiche ed ulteriori indicazioni. E chi ancora non si è prenotato per cogliere una nuova opportunità di lavoro a tempo indeterminato in Germania può continuare a farlo attraverso la piattaforma raggiungibile al seguente link: https://form.jotform.com/81405508902958

Restano a disposizione, per ulteriori informazioni, gli uffici “Germitalia” sia di Roma (tel. 06.56559844) che di Napoli (tel. 081.0117975).

Nello Giannantonio

L’Italia assume infermieri (precari) solo nell’emergenza

Il sistema sanitario italiano si ricorda di assumere infermieri solo nell’emergenza. E, comunque, con criteri discutibili e tutt’altro che tesi alla stabilizzazione lavorativa.

Nelle regioni settentrionali della cosiddetta “zona rossa” dell’emergenza-Coronavirus, con il decreto legge 9/2020 – “verificata l’impossibilita’ di assumere personale, anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore” -, è sì consentito il conferimento di incarichi diretti e a termine di lavoro autonomo a personale medico ed infermieristico, ma – udite udite – collocato in pensione. Altro che assorbire giovani… E chi, delle nuove generazioni, ha risposto al bando dell’ospedale di Cremona, ad esempio, ha comunque accettato un incarico “di natura occasionale e temporanea”, seppur con compenso orario maggiorato, e con tempi di lavoro che “concordati tra l’azienda e il professionista a seconda della disponibilità manifestata e del perdurare della necessità assistenziale”. E ancora, ad Ancona, di 499 infermieri risultati idonei ad un concorso, per 57 si sono da subito aperte le porte dell’assunzione, ma sempre a tempo determinato.

In Sardegna pure si è mosso qualcosa, con la decisione di investire nell’assunzione di personale medico/infermieristico e della Protezione civile, ma ugualmente “per la durata dell’emergenza sanitaria”.

Insomma, infermieri “usa e getta” in tante zone d’Italia, magari solo per sostituire colleghi costretti alla quarantena dopo i contatti inconsapevoli con i primi infettati dal Covid-19. Il tutto in barba alle legittime aspirazioni di migliaia di giovani e preparati laureati (costretti spesso a virare sulle opportunità di lavoro stabile offerte da altri paesi europei), e ai numeri della cronica carenza di infermieri, stimata in Italia dalla Federazione nazionale (Fnopi) in circa 50mila unità e che, con gli effetti di “quota 100”, potrebbe ancora aumentare sensibilmente.

Nello Giannantonio

Infermieri, ecco la sede romana dei colloqui per Stoccarda

Sarà la sala-meeting dell’hotel “Atlantico” la sede romana della prima giornata di colloqui per le assunzioni di infermieri italiani che effettuerà il “Klinikverbund Südwest” di Stoccarda. Mercoledì 1 aprile, dunque, la centralissima struttura ricettiva collocata in via Cavour, a pochi passi dalla stazione Termini di Roma, accoglierà i candidati che già si stanno prenotando numerosi alle selezioni nell’ottica di un ritorno alla normalità che la stessa direzione “Germitalia” auspica dopo la psicosi-coronavirus.

All’indomani poi, giovedì 2 aprile, i selezionatori tedeschi si sposteranno a Torre del Greco, in provincia di Napoli, nell’altra tradizionale location dei bandi “Germitalia” per proseguire le selezioni aventi valore di concorso pubblico tedesco. A bando, ben 18 posti di lavoro come infermieri a tempo indeterminato presso la rinomata struttura di Stoccarda, città che sarà anche la sede del corso di lingua gratuito, con garanzia di vitto e alloggio presso strutture dell’Internationaler Bund, che frequenteranno i candidati prescelti.

Per prenotare il colloquio – su Roma o su Napoli – basta caricare il proprio curriculum sulla piattaforma raggiungibile al seguente link: https://form.jotform.com/81405508902958

Per ulteriori informazioni sul bando è sempre possibile contattare gli uffici “Germitalia” sia di Roma (tel. 06.56559844) che di Napoli (tel. 081.0117975).

Nello Giannantonio

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