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Assunzioni di infermieri per Tübingen e Münster: ultimi posti per i colloqui di fine settembre

Sono ufficialmente partite le comunicazioni a mezzo mail di convocazione per i colloqui che si terranno nelle giornate del 26 e 27, quando in provincia di Napoli arriveranno i selezionatori degli importanti policlinici tedeschi di Tübingen e Münster per reclutare, rispettivamente, dodici e venti infermieri (in questo caso diciotto per tutti i reparti più terapia intensiva ed altri due pediatrici). Per le selezioni restano ancora gli ultimi posti disponibili per infermieri italiani in cerca di occupazione e fortemente motivati a trasferirsi in Germania per lavorare a tempo indeterminato presso strutture di eccellenza della sanità tedesca ed europea. Per candidarsi ai colloqui (con traduzione simultanea) in programma all’hotel “Marad” di Torre del Greco nelle giornate del 26 e 27 settembre basta collegarsi al seguente link (http://form.jotformeu.com/form/51253050124338) e compilare il form on-line.

I due policlinici di Münster e Tübingen tornano nel nostro paese per selezionare personale qualificato, avendo già assunto in passato complessivamente oltre duecento infermieri italiani grazie ai progetti Fia promossi dall’azienda di consulenza internazionale “Germitalia” in collaborazione con l’Internationaler Bund, che seguirà poi sul posto il percorso di inserimento lavorativo e linguistico dei candidati selezionati.

Entrambi i concorsi (si tratterà infatti di veri concorsi pubblici tedeschi) seguiranno un analogo programma. Gli infermieri prescelti dovranno raggiungere entro i primi giorni di novembre Stoccarda, sede del corso di lingua B1 a cura dei docenti dell’Internationaler Bund. Saranno garantiti vitto e alloggio. Al conseguimento del primo livello di lingua tedesca è previsto il trasferimento nella struttura sanitaria di destinazione per l’inizio dell’attività lavorativa come “infermiere in fase di riconoscimento”. Entro un anno gli infermieri italiani dovranno poi conseguire anche il titolo di lingua B2, frequentando un nuovo corso che sarà organizzato compatibilmente con gli orari lavorativi, per il definitivo inquadramento contrattuale come “infermiere riconosciuto” previo riconoscimento del titolo di studio da parte del ministero tedesco di competenza.

Nello Giannantonio

Tubinga, un’altra eccellenza della sanità tedesca che torna in Italia per assumere infermieri: ecco i dettagli del progetto

Il policlinico universitario di Tubinga è la seconda importante struttura sanitaria tedesca che a fine settembre (in contemporanea con il policlinico di Münster) tornerà in Italia, in provincia di Napoli, per selezionare ed assumere a tempo indeterminato dodici infermieri da destinare a tutti i reparti di quello che nel tempo si è affermato come uno dei principali centri della medicina accademica della Germania. Il polo universitario situato all’interno del policlinico di Tubinga rappresenta infatti un’eccellenza nel campo dello studio e della ricerca. E non è l’unico vanto di questa città della regione del Baden Württemberg, storica sede universitaria e dunque luogo caratterizzato dal continuo flusso studentesco e giovanile.

Il policlinico di Tubinga non a caso torna in Italia per sposare un progetto Fia, avendo già accolto negli anni scorsi circa 150 infermieri italiani grazie ai progetti promossi dall’azienda di consulenza internazionale “Germitalia” in collaborazione con l’Internationaler Bund, che segue sul posto il percorso di inserimento lavorativo e linguistico dei candidati.

I colloqui in programma nelle giornate del 26 e 27 settembre si terranno ancora una volta presso l’hotel “Marad” di Torre del Greco. Una volta superate le selezioni, gli infermieri prescelti dovranno raggiungere entro il 3 novembre Stoccarda, sede del corso di lingua B1 a cura dei docenti dell’Internationaler Bund, dove saranno garantiti vitto e alloggio. Al conseguimento del primo livello di lingua tedesca è previsto il trasferimento nella struttura del policlinico di Tubinga per l’inizio dell’attività lavorativa come “infermiere in fase di riconoscimento”. Entro un anno gli infermieri italiani dovranno però conseguire anche il titolo di lingua B2 (nuovo corso organizzato compatibilmente con gli orari lavorativi) per il definitivo inquadramento contrattuale come “infermiere riconosciuto” (stipendio mensile non inferiore ai 2.500 euro lordi mensili) previo riconoscimento del titolo di studio da parte del ministero tedesco di competenza.

Il costo totale del progetto è di 7.169,40 per ciascun partecipante, interamente finanziato dalla struttura ospedaliera di destinazione, la quale tuttavia intenderà poi rifinanziarsi del 50% del capitale investito per la formazione dei partecipanti tramite trattenuta mensile in busta paga all’infermiere per meno di 150 euro durante i primi due anni di lavoro fino al raggiungimento della somma da “restituire” (3.584,70 euro).

Per candidarsi alle selezioni in programma a Torrre del Greco nelle giornate del 26 e 27 settembre basta collegarsi al seguente link (http://form.jotformeu.com/form/51253050124338) e compilare il form on-line.

Nello Giannantonio

Gran Bretagna: ingresso solo di lavoratori altamente qualificati. Protestano i pubblici esercizi, riflessi anche in campo sanitario

Il governo britannico dovrà pur dare una risposta a quel 52% di elettorato che ha dimostrato di volere una svolta anche sul tema immigrazione votando l’uscita dall’Unione europea. E le future ripercussioni sul mondo del lavoro iniziano ad intravedersi. Il governo di Theresa May è infatti pronto, secondo le ultime rivelazioni della stampa britannica, a limitare l’ingresso di lavoratori “non qualificati”, per i quali si profila la concessione di un permesso dalla durata non superiore a due anni una volta che si sarà perfezionata la Brexit (entro marzo 2019). I soggetti “altamente qualificati”, invece, dovrebbero ottenere un permesso valido dai tre ai cinque anni. Ad ogni modo, si preannuncia anche un giro di vite sul ricongiungimento di familiari. Un lavoratore dell’Unione europea che volesse portare con sé un familiare dovrà, infatti, dimostrare di possedere un reddito annuo non inferiore alle 18.600 sterline. Gli stranieri residenti da oltre cinque anni, a loro volta, vedranno regolamentati da un apposito statuto i propri diritti prima di un periodo transitorio di due anni.

In Gran Bretagna, insomma, l’immigrazione dovrà essere “un beneficio sia per il paese che per i residenti, non solo per gli immigrati” si legge nel documento programmatico del governo May, che punta ora a dare occupazione a migliaia di “british”. Ai datori si lavoro locali, con effetto chiaramente dissuasivo, si chiederà di dimostrare “la necessità economica” di assumere un cittadino europeo. Eppure in molti settore produttivi di oltremanica già è scattato l’allarme. L’associazione degli albergatori, ad esempio, è fortemente preoccupata, stimando che il 75% dei camerieri, il 25% dei cuochi ed il 37% del personale addetto alle pulizie proviene dall’Unione europea. Da vedere l’impatto anche in campo sanitario (quindi anche infermieristico), altro settore il cui andamento è stato sostenuto fortemente dalla forza lavoro italiana ed europea negli ultimi anni.

Nello Giannantonio

Brexit series for FT.

La prestigiosa Münster investe sugli italiani: 20 infermieri da assumere con tante agevolazioni durante i corsi lingua tedesca

A fine settembre due prestigiose strutture sanitarie tedesche torneranno in provincia di Napoli, con i propri direttori del personale, per selezionare infermieri ed infermieri pediatrici da assumere a tempo indeterminato: si tratta del policlinico universitario di Münster e del policlinico di Tubinga. Ancora una grande opportunità lavorativa, dunque, offerta dall’azienda di consulenza internazionale “Germitalia” agli infermieri italiani in cerca di occupazione e fortemente motivati a trasferirsi in Germania, accompagnati nel programma di inserimento lavorativo e linguistico grazie alla consolidata collaborazione tra “Germitalia” e l’Internationaler Bund.

In questo articolo ci concentriamo sulle selezioni per il policlinico di Münster, pronto a dare lavoro

a venti infermieri (diciotto per tutti i reparti più terapia intensiva ed altri due pediatrici) attraverso un vero e proprio concorso pubblico che parte dai colloqui organizzati presso l’hotel “Marad” di Torre del Greco. Il policlino di Münster, che per la quarta volta torna in Italia a selezionare infermieri, è tra i più prestigiosi d’Europa grazie anche alla collaborazione con la Facoltà di medicina dell’Università di Münster. Già oltre settanta giovani laureati italiani, negli anni passati, sono stati selezionati da queta struttura sanitaria grazie a “Germitalia” e circa la metà di essi oggi lavora stabilmente a tempo indeterminato avendo conseguito il titolo di lungua tedesco B2 ed avendo ottenuto il riconoscimento del proprio titolo di studio da parte del ministero di competenza tedesco. Il programma di assunzione è infatti fortemente incentrato sul percorso di integrazione linguistica. Superate le selezioni di fine settembre, per i prescelti i primi mesi di studio della lingua tedesca partiranno agli inizi di novembre a Stoccarda, a cura dei docenti di formazione professionale dell’Internationaler Bund, fino al conseguimento del livello di lingua B1 ed al trasferimento nella struttura ospedaliera di Münster per iniziare a lavorare come “infermiere in fase di riconoscimento”. Durante il corso di lingua, gli infermieri selezionati in Italia alloggeranno presso strutture dell’IB di Stoccarda, con trattamento di mezza pensione presso la mensa studentesca tutti i giorni dal lunedì al venerdì. Gli stessi dovranno però conseguire, entro un anno, anche il titolo di lingua B2 per il definitivo inquadramento contrattuale come “infermiere riconosciuto”, con stipendio mensile non inferiore ai 2.500 euro lordi mensili. Per alcuni mesi alterneranno, così, il lavoro ad un secondo corso di lingua intensivo, con la garanzia di percepire lo stipendio anche nei periodi nei quali si studierà solamente, unitamente ad alloggio e vitto in mezza pensione. Tutti questi costi saranno sostenuti dallo stesso policlinico di Münster, che dunque intende investire ancora una volta non poco sulle risorse lavorative italiane. Se il candidato non dovesse superare l’esame di lingua B2, continuerà comunque a lavorare in ospedale come “infermiere in fase di riconoscimento” in attesa di poter ripetere l’esame nella sessione successiva.

Per candidarsi alle selezioni in programma a Torrre del Greco nelle giornate del 26 e 27 settembre basta collegarsi al seguente link (http://form.jotformeu.com/form/51253050124338) e compilare il form on-line.

Nello Giannantonio

Possibile che in Italia ci siano oltre 5mila infermieri abusivi? Nel mirino agenzie interinali e cooperative

Un paradosso tutto italiano. Tanti infermieri laureati non trovano sbocco occupazionale (prendendo così in considerazione offerte provenienti da paesi europei come la Germania) a fronte di allarmanti numeri che emergono, invece, sull’abusivismo in questa professione sanitaria. Sarebbero infatti almeno 5.500 gli infermieri abusivi in Italia, secondo le stime diramate dall’Ipasvi. Un rischio, quello di incappare in un “abusivo”, al quale non sfuggono nemmeno le strutture sanitarie pubbliche, a quanto pare, come dimostra la fresca denuncia a carico di una falsa infermiera assunta all’ospedale di Pescara dopo aver presentato una documentazione fasulla e successivamente smascherata grazie alla segnalazione del collegio Ipasvi.

La Federazione degli infermieri propone la sua stima partendo da un’indagine dei Nas del 2011-2012, secondo la quale, su 2.783 segnalazioni per abusivismo, quelle relative agli infermieri erano state ben 1.023. In Italia oggi si stimano circa 30mila falsi professionisti con titoli di studio e curriculum artefatti, che esercitano abusivamente una professione. Di questi, ben 15mila si trovano in ambito sanitario. Se le proporzioni dell’indagine Nas sono le stesse, si arriva alla fatidica stima dei 5.500 infermieri abusivi.

“Si tratta di un fatto gravissimo per la professione, per la qualità dell’assistenza e soprattutto per i pazienti – sottolinea la presidente dell’Ipasvi Barbara Mangiacavalli -. I blocchi del turnover e l’assenza di concorsi mettono nelle condizioni le aziende di cercare professionisti spesso attraverso le agenzie interinali, che non eseguono le necessarie verifiche di garanzia previste dalla legge immettendo sul mercato quantità di operatori con il rischio che questi siano ‘falsi’, o ancora attraverso le cooperative che, oltre a essere per la maggiore parte fonte di ‘professione low cost’, non sono in grado neppure loro di eseguire i necessari controlli”. Secondo la presidente degli infermieri occorre “dare uno stop ai risparmi nelle strutture pubbliche ottenuti integrando gli organici mancanti con personale delle agenzie interinali o delle cooperative”. E uno stop è auspicato dalla Mangiacavalli anche ai blocchi del turnover con le conseguenti nuove e necessarie assunzioni, auspicando ad ogni modo “controlli più stringenti con l’obbligo per chi ricorre ad un infermiere di verificare la sua reale professionalità con il Collegio provinciale di appartenenza”.

Nello Giannantonio

Lavoro: nel 2018 sgravio sugli under 32. Ma il timore è che, alla scadenza dei bonus, verranno licenziati gli assunti con i vecchi benefici…

Negli ultimi anni il Governo ha spesso esultato per i numeri in apparente risalita del mercato del lavoro italiano, ma il vero spartiacque sarà il 2018. Nel corso del prossimo anno, da gennaio a dicembre,  si assisterà infatti alla scadenza progressiva (in base alle date di assunzione) dei principali bonus sulle assunzioni partite nel 2015 e nel 2016. Nel primo caso, la legge 190/2014 stanziò un (forse irripetibile) esonero contributivo triennale per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015; nel secondo caso, la legge 208/2015 limitò ad uno sgravio biennale del 40% la decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2016.

Il timore dei sindacati è che ci si possa avviare verso una forte ondata di licenziamenti allo scadere degli incentivi. Un allarme alimentato dallo stretto nesso che in Italia esiste tra assunzioni e sgravi. Se, ad esempio, fosse licenziato il 10% del milione e mezzo di assunti durante il 2015 a contributi zero, si finirebbe per mettere per strada oltre 150mila lavoratori. La ripresa assorbirà l’impatto della fine della decontribuzione o si assisterà appunto ad una serie di licenziamenti? Perchè, al di là delle leggera ripresa economica e dei minori vincoli in materia di licenziamenti alla luce del Jobs Act, il problema italiano resta l’elevato costo del lavoro per un mantenere in forza un lavoratore “normale”, cioè non portatore della dote di un beneficio contributivo. E nel Mezzogiorno, intanto, non c’è più la tanto utilizzata vecchia legge 407/90 (esonero triennale per disoccupati di lungo corso), abolita proprio dal governo Renzi per far largo allo sgravio 2015.

Il timore di tagli al personale nel corso del 2018, ad ogni modo, c’è. Tant’è che, nell’iter della proposta che attualmente si sta vagliando per la Legge di bilancio 2018 circa una forma di decontribuzione biennale al 50% sulle assunzioni di under 32 (entro il 20 settembre sarà presentato il documento di Economia e Finanza nel quale ci sarà un’attenzione particolare proprio agli incentivi per dare lavoro ai giovani), c’è chi ha sottolineato la necessità di inserire una clausola, vale a dire l’inaccessibilità al nuovo beneficio per quei datori di lavoro che abbiano licenziato i lavoratori precedentemente assunti con i benefici 2015 e 2016. Per il segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti, infatti “se dall’anno prossimo verranno introdotti sgravi contributivi a favore dei giovani, sarà importante prevedere una norma che escluda la spettanza di questo beneficio per i datori di lavoro che, parallelamente alle nuove assunzioni agevolate, procedessero a cessazioni di contratti già in essere con altri lavoratori assunti con le vecchie agevolazioni che terminano nel 2018”.

Nello Giannantonio

Passato Ferragosto è l’ora delle scelte per gli infermieri disoccupati. La Germania li aspetta: selezioni per Münster e Tubinga

Più che gennaio, solitamente è il mese di settembre quello che segna l’inizio del nuovo anno per tanti giovani in cerca di collocazione e nuove motivazioni. Con il Ferragosto alle spalle, la pausa estiva si avvia oramai al capolinea ed è ora di pensare anche a scelte di vita drastiche per chi, purtroppo, lavorativamente non riesce ad essere assorbito dal proprio paese.

È il caso di numerosi infermieri italiani laureati ma privi di occupazione stabile. A loro ha pensato nuovamente l’azienda di consulenza internazionale “Germitalia”, che subito dopo le ferie ha pronto un altro importante programma di reclutamento di personale per la Germania nell’ambito del progetto Fia. Due maestosi policlinici scenderanno in provincia di Napoli, a Torre del Greco, con i propri direttori del personale per selezionare infermieri ed infermieri pediatrici: al Policlinico universitario di Münster (alla ricerca di diciotto infermieri) si è infatti aggiunto quello di Tubinga per altre dodici unità lavorative. Per la prima struttura sanitaria, negli anni “Germitalia” ha già selezionato circa ottanta infermieri italiani nell’ambito del programma di assunzione e corso di lingua tedesco predisposto in collaborazione con l’istituto di formazione professionale Internationaler Bund. Numeri ancora più importanti emergono dalla collaborazione con il prestigioso Policlinico di Tubinga: sono centodieci tra infermieri ed ostetriche i nostri connazionali approdati dopo le selezioni di “Germitalia” e che oggi lavorano stabilmente a tempo indeterminato.

Ancora una volta, infatti, i colloqui che si terranno a Torre del Greco nelle giornate del 26 e 27 settembre avranno valore di concorso pubblico tedesco. Coloro che supereranno la selezione si trasferiranno in Germania dove, alla firma del contratto di lavoro, potranno iniziare l’esperienza in ospedale ed il corso di lingua B1, finanziato dalla struttura sanitaria di destinazione. Al conseguimento del livello di lingua B2, sarà poi assicurato agli infermieri selezionati l’inquadramento professionale come “infermiere riconosciuto” a tempo indeterminato, previa convalida del titolo di studio italiano da parte del ministero di competenza tedesco.

Münster, nel cuore della Renania, grazie alla sua nota città universitaria ha una forte impronta giovanile che potrebbe dare ulteriore stimolo e possibilità di integrazione agli infermieri italiani che vi si trasferiranno dopo i colloqui. E non ha certo bisogno di presentazioni Tubinga, anch’essa storica città universitaria non distante da Stoccarda (dove saranno garantiti vitto ed alloggio ai selezionati durante i corsi di lingua): il suo policlinico è da anni stabilmente nell’elenco dei migliori centri sanitari d’Europa.

Per candidarsi alle selezioni in programma all’hotel “Marad” di Torre del Greco a fine settembre basta collegarsi al seguente link (http://form.jotformeu.com/form/51253050124338) e compilare il form on-line.

Nello Giannantonio

Il dopo-Brexit: la Gran Bretagna vara un piano per assumere un esercito di infermieri locali. La Germania continuerà invece ad attingere dall’Italia

Un mega-piano per assumere solo infermieri britannici ed evitare, al contempo, di rivolgersi ad agenzie estere per reclutare lavoratori stranieri – ed anche europei – dopo la Brexit. Secondo quanto rivelato dall’autorevole testata “The Telegraph”, il Dipartimento della salute del ministero britannico starebbe varando un grande piano per creare migliaia di posti (si parla letteralmente di “un esercito”) in favore di infermieri “di casa” a seguito delle notevoli preoccupazioni legate al fatto che sempre meno professionisti medici entreranno nel Regno Unito dopo la Brexit.

Nel dettaglio, Jeremy Hunt, il segretario della sanità britannica, vorrebbe ridurre di tre miliardi di sterline il fatturato per il personale di agenzie di reclutamento attualmnente a carico del National Health Service (NHS), il sistema sanitario nazionale in vigore nel Regno Unito.

Iniziano, dunque, a riscontrarsi anche nel campo sanitario gli effetti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, così come sancito dal referendum dello scorso 23 giugno 2016.

La necessità di colmare le carenze di personale negli ospedali di Oltremanica, attingendo anche dall’Europa, è stata molto sentita negli ultimi anni al pari di quanto avviene in Germania. E di recente consistente è stata la “migrazione” proprio di infermieri italiani disoccupati selezionati grazie ad agenzie intermediarie o aziende di consulenza e selezione del personale, che hanno abilmente intercettato la domanda di lavoro presente in molti Paesi del Sud Europa, anche tra ragazzi laureati del settore medico. Ora proprio questo reclutamento è ciò che intende frenare il ministero britannico dopo la Brexit, consapevole delle sopraggiunte difficoltà burocratiche nel dare lavoro ed alloggio anche a professionisti provenienti dai paesi memrbi dell’Unione europea.

Resta stabile e “collaudata”, invece, la procedura per le assunzioni di infermieri ed altre figure professionali in Germania, di cui si occupa anche la nostra azienda di consulenza internazionale “Germitalia”. Il programma di assunzione e corso di lingua tedesco proposto da “Germitalia” in collaborazione con l’istituto di formazione professionale “Internationaler Bund” è infatti fortemente considerato dalle migliori strutture sanitarie tedesche, sia pubbliche che private. A riprova di ciò, nel corso del mese di settembre, in provincia di Napoli, si terranno nuove selezioni per il Policlinico universitario di Münster e per quello di Tubinga.

Nello Giannantonio

Caso morfina al neonato, interviene il Collegio Ipasvi di Verona: “Tuteleremo gli assistiti e gli infermieri che lavorano con professionalità e sacrificio”

Il Collegio Ipasvi di Verona interviene sulla sconcertante vicenda dell’infermiera dell’azienda ospedaliera “Borgo Roma” di Verona, che avrebbe somministrato morfina ad un bimbo – definito “rognoso” – per non farlo piangere (l’episodio risale alla notte tra il 19 e il 20 marzo scorsi).
“Se accertare le responsabilità fa parte dei compiti della magistratura – si legge nel comunicato diffuso -, il Collegio Ipasvi è altrettanto attento e vigile a verificare il grado di coinvolgimento reale dell’infermiera nei fatti. Ne conseguirà, una volta accertate le eventuali reali responsabilità, di pari passo con le decisioni che la giustizia vorrà prendere, un’azione dal punto di vista professionale e della responsabilità etico-deontologica, con la massima severità per la tutela della professione e degli assistiti”.

L’infermiera 43enne arrestata ed ora alla gogna (che resta in carcere mentre proseguono le indagini), con la somministrazione di morfina senza prescrizione, avrebbe provocato un’overdose con grave arresto respiratorio al neonato. La donna avrebbe inoltre confidato ad alcune colleghe di aver somministrato anche ad altri neonati morfina e benzodeazepina, pur in assenza di prescrizione, “per metterli tranquilli”.

“Gli infermieri – ha aggiunto Franco Vallicella, presidente dell’Ipasvi di Verona – sono sconcertati della vicenda e dei suoi risvolti. I reati ipotizzati non fanno parte né della loro cultura né della loro professionalità. Ogni giorno, con abnegazione, professionalità e spirito di sacrificio, dedicano le loro energie alla cura e all’assistenza di chi vive la fragilità della malattia, della disabilità, all’assistenza ai neonati e a chi ne ha più bisogno. Stiano comunque tranquilli i cittadini, i genitori dei neonati e i pazienti – puntualizza Vallicella -: gli infermieri hanno come mission quella di prendersi cura delle persone; la comunità infermieristica saprà difendere i principi etici che guidano i nostri professionisti in scelte che rispondono al principio inderogabile di tutela della salute delle persone”.

Il Collegio Ipasvi di Verona si è detto pronto ad assumere le misure del caso e di sua competenza, non appena i fatti saranno accertati: dalla sospensione alla eventuale radiazione dall’albo dell’infermiera arrestata. “Non è accettabile che si fregi della qualifica di infermiera – conclude Vallicella – chi è capace di compiere simili atti nei confronti delle persone che gli sono affidate”.

Nello Giannantonio

E tu sei pronto a diventare “lavoratore agile”?

Alcuni commentatori sostengono che oramai il lavoro autonomo (per effetto dell’estensione di alcune tutele) stia diventando un po’ più subordinato e che il lavoro subordinato stia diventando al contempo un po’ più autonomo. In quest’ottica si inserisce la novella legislativa della legge 81/2017, che in Italia ha introdotto e regolato il cosiddetto “lavoro agile” o “smart working”, valido sia nel settore pubblico che privato.

Doverosa una premessa: non si tratta di una nuova tipologia contrattuale bensì di una modalità di esecuzione della prestazione di lavoro subordinato fissata da un accordo scritto tra datore e lavoratore (anche limitato ad un determinato periodo dell’anno), riguardante forme organizzative del lavoro che alternino alla tradizionale postazione fissa nella sede aziendale anche luoghi esterni scelti dal prestatore per lavorare come, ad esempio, la propria abitazione. Il tutto con il supporto di strumenti tecnologici messi a disposizione dal datore di lavoro, anche per prevedere un monitoraggio ed una rendicontazione del lavoro svolto lontano dalla sede (l’accordo scritto deve indicare infatti le forme in cui il datore esercita il proprio potere direzionale e disciplinare). Il lavoro agile non prevede particolari vincoli su orario e tempi di lavoro, purché il limite massimo dell’orario di lavoro settimanale e giornaliero derivante dalla legge o dal contratto individuale non venga violato. Al lavoratore, ad esempio, va garantito il cosiddetto “diritto alla disconnessione” dalle strumentazioni tecnologiche, quindi anche in termini di reperibilità, oltre una data fascia oraria. Il lavoro agile valorizza, dunque, la flessibilità organizzativa, certamente amplificata dalle nuove tecnologie. Resta qualche profilo di criticità, ad esempio in materia di tutela infortunistica, in attesa di un intervento ufficiale da parte dell’Inail: entro quali limiti sarà, ad esempio, indennizzato l’infortunio in itinere, vale a dire quello occorso al lavoratore per spostarsi da casa verso il luogo di lavoro e viceversa? Per il momento, la norma si limita ad estendere la tutela infortunistica ai luoghi della prestazione scelti dal lavoratore in un’ottica di “ragionevolezza” nel conciliare vita e lavoro, criterio tuttavia troppo astratto che potrebbe generare non pochi dubbi interpretativi.

Nessuna discriminazione al lavoratore agile, infine, in materia di retribuzione. L’articolo 20 della legge 81/2017 sancisce espressamente che il suo trattamento economico e normativo non può essere inferiore a quello previsto dai contratti collettivi per lavoratori che, all’interno dell’impresa, svolgono le stesse mansioni. E se l’esperimento dello “smart working” non soddisfa le parti? Si può recedere dall’accordo con un preavviso non inferiore a trenta giorni, con la conseguenza del ripristino della prestazione “in toto” all’interno dei locali aziendali.

Nello Giannantonio 

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