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Torre del Greco paga ancora: Imma Marrazzo, tra le vittime della tragedia del Raganello, ricordata negli ambienti religiosi e scolastici

Il bilancio delle vittime della nuova tragedia della piena del torrente Raganello, a Civita di Castrovillari nel parco del Pollino, è oramai definitivo. Tra le dieci vittime figura anche Maria Immacolata Marrazzo, avvocato 43enne di Torre del Greco, città già straziata la scorsa settimana dalla perdita di quattro suoi ragazzi nel crollo del ponte Morandi a Genova. Insieme ad Imma Marrazzo, ritrovata senza vita anche una coppia di amici di Qualiano: Carmela Tammaro, nata nel 1977, e Antonio Santopaolo del ‘74. Alcuni corpi sono stati addirittura rinvenuti a tre chilometri di distanza dalla zona della fatale onda di piena del torrente. Il marito di Imma, l’avvocato Giovanni Sarnataro, ed i loro due figli, Angela e Mario, sono invece in salvo e ricoverati in codice giallo all’ospedale di Castrovillari dopo la tragica escursione di ieri.

Incredulità nella comunità di Torre del Greco, nuovamente scossa in un’estate da incubo. Cordoglio è stato espresso dall’Istituto Comprensivo Scolastico “De Nicola-Sasso” che, attraverso una nota, “partecipa all’immenso dolore della famiglia Sarnataro per la tragica scomparsa di Imma Marrazzo, straordinaria mamma e nostra presidente del Consiglio di Istituto”.

Interpellato sul proprio portale dalla cronista locale Mariella Romano, il parroco della basilica di Santa Croce, don Giosuè Lombardo, ha invece ricordato che Imma ed il marito Giovanni “si sono conosciuti e fidanzati tra i banchi di scuola, quando sono stati anche miei alunni all’Istituto Pantaleo di Torre del Greco. Sono cresciuti insieme ed ho anche celebrato il loro matrimonio”. La parrocchia di Santa Croce dovrebbe a breve accogliere la salma di Imma Marrazzo per il rito funebre dopo il grande tributo dello scorso venerdì che, nella stessa basilica, la città torrese ha riservato ai quattro ragazzi deceduti a Genova.

Nello Giannantonio

 

Allarme aggressioni agli infermieri: nuovo episodio a Napoli. Il consigliere Borrelli chiama in causa il prefetto

Torna a toccare picchi elevatissimi l’emergenza sicurezza per il personale sanitario in servizio. In un’estate già costellata da diversi episodi di aggressioni all’interno degli ospedali italiani, l’ultima denuncia arriva da Napoli, dove al “Vecchio Pellegrini” un’infermiera è stata minacciata, insultata e poi trascinata per i capelli semplicemente per aver invitato i parenti di una assistita presentatasi al pronto soccorso (pare per un dolore al petto) ad aspettare il proprio turno a causa di alcune urgenze che avevano richiesto la priorità in base all’assegnazione dei codici. Dopo gli inulti, si è passati alle vie di fatto: la figlia della paziente ha colpito l’infermiera e poi l’ha trascinata per i capelli all’interno del pronto soccorso. La vittima dell’aggressione è stata refertata con una prognosi di 15 giorni.

“Siamo arrivati all’ennesimo episodio ai danni del personale infermieristico – ha denunciato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli membro della commissione Sanità -. Il personale viene aggredito costantemente per motivi futili e senza alcuna protezione. Tutto ciò è vergognoso. Chiediamo che il Direttore Sanitario del presidio faccia sentire la sua voce e anche il questore e il prefetto si attivino. Gli ospedali napoletani non possono essere luoghi in cui ci si sfoga con la massima violenza contro chi fa il proprio lavoro. Non si può restare in silenzio quando il personale riceve continue vessazioni, improperi e violenze. Il prefetto – conclude Borrelli – convochi subito un comitato per l’ordine e sicurezza perché la situazione è oramai oltre i livelli di guardia”.

Tragedia Genova: Torre del Greco ha pagato il prezzo più alto. Ai funerali duro affondo del cardinale Sepe

Torre del Greco, la città della Campania che tanti professionisti in campo sanitario hanno imparato a conoscere negli ultimi anni perché sede dei colloqui pre-assunzione organizzati dai migliori policlinici della Germania, ha reso venerdì pomeriggio l’ultimo e commosso saluto a Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito, Antonio Stanzione e Matteo Bertonati, i quattro ragazzi deceduti tragicamente nella sciagura di Genova. Bagno di folla ai funerali organizzati nella centralissima basilica di Santa Croce, dove già intorno alle 13.30 erano giunte le salme da Genova.

Ad officiare la cerimonia “locale” (preferita dai parenti delle vittime ai funerali di Stato) è intervenuto direttamente l’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, che è andato già duro nella sue omelia: “Non si può morire per negligenza, per incuria, per irresponsabilità, per superficialità, per burocratismo, perché questa è violenza contro la persona, contro l’umanità”. Il cardinale Sepe ha aggiunto: “Quanto accaduto a Genova è stato determinato da una violenza consumata non dal destino, ma dalla mano dell’uomo che si sostituisce alla mano di Dio per i propri interessi personali”.

Il sindaco Palomba ha chiuso la cerimonia con un breve ma intenso ricordo di Giovanni, Gerardo, Antonio e Matteo. La comunità di Torre del Greco, per tutta la giornata di martedì 14 agosto, aveva seguito con coinvolgimento emotivo le notizie che giungevano da Genova, tuttavia senza sapere che tra i dispersi ci fossero anche quattro concittadini e che, alla fine, avrebbe pagato il prezzo più alto. Solo in serata i familiari avevano lanciato i primi allarmi, poi all’indomani – nel giorno di Ferragosto – la terribile conferma dalle parole del sindaco Palomba, precipitatosi a Genova. Destino ancora più beffardo se si pensa che i quattro giovani, solo al momento della partenza, avevano cambiato itinerario del loro viaggio, optando per una tappa a Nizza prima di raggiungere Barcellona, anziché recarsi nella più vicina Calabria.

Nello Giannantonio

Infermieri, ancora aggressioni a Crotone e Tivoli. La denuncia dell’Opi Roma: “Un senso di impotente solitudine”

Ancora aggressioni ai danni degli infermieri. Un fenomeno senza confini geografici: nei giorni scorsi nuovi episodi si sono registrati a Crotone e Tivoli. E per quest’ultimo caso è sceso in campo l’Ordine provinciale delle professioni infermieristiche di Roma, che in un comunicato denuncia: “Quanto accaduto nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’ospedale di Tivoli non ha alcun tipo di attenuante. Ancora violenza nei confronti di infermieri impegnati duramente a garantire un servizio indispensabile come quello dell’assistenza psichiatrica”.

I fatti: durante un trattamento sanitario obbligatorio, a Tivoli un paziente e un suo familiare hanno aggredito il personale e danneggiato i locali dell’ospedale. Tre gli infermieri rimasti feriti. “I colleghi aggrediti hanno dovuto attendere l’arrivo di Carabinieri e Polizia, non potendo contare sul servizio d’ordine interno che, in casi del genere, non è tenuto a intervenire – continua la nota dell’Opi Roma -. Anche questo aspetto della vicenda ci lascia amareggiati e con un senso d’impotente solitudine. La tutela dei cittadini e della loro salute passa attraverso quella dei professionisti sanitari, che dunque vanno sostenuti e supportati in questo loro difficile compito” conclude amaro il comunicato.

Episodi gravi, parallelamente, si sono registrati anche all’ospedale di Crotone “San Giovanni di Dio”, con violenta aggressione ai danni di una equipe medica (un anestesista e due infermiere) in servizio al reparto di rianimazione, ad opera dei parenti di un paziente ai quali i sanitari avevano comunicato il decesso dell’uomo. Ora sono state rese note le decisioni adottate all’esito di un summit svoltosi nella prefettura crotonese incentrato sulle problematiche di sicurezza all’interno della struttura ospedaliera. Il “San Giovanni” sarà oggetto di costante vigilanza “anche tenuto conto dell’importante afflusso di turisti per il periodo estivo”. In particolare – aggiunge la prefettura – “l’area esterna sarà presidiata con frequenti controlli da parte delle forze dell’ordine mentre i reparti dell’ospedale e il pronto soccorso saranno monitorati con maggiore intensità dal personale di vigilanza privata, soprattutto nella fascia serale”. Prima del vertice in prefettura, si era tenuto, presso lo stesso ospedale di Crotone, un sit-in organizzato dall’Ordine dei Medici e dall’Asp a sostegno dell’anestesista e delle due infermiere aggredite: massiccia la partecipazione da parte degli operatori della sanità crotonese per mostrare la loro vicinanza ai colleghi vittime delle aggressioni e per lanciare l’ennesimo grido d’allarme.

Nello Giannantonio

Il bivio dei neo laureati in Infermieristica: un master in Italia o subito un’esperienza lavorativa in Germania?

Per i neo laureati in Infermieristica o per chi fatica a trovare un’occupazione stabile nonostante il conseguimento di titolo di studio e abilitazione, specie dopo il periodo estivo, si può aprire un bivio: tentare la strada di un master a pagamento in Italia o quella di un’esperienza lavorativa all’estero da far valere eventualmente, in futuro, anche nel proprio paese?

I tipi di master solitamente frequentati dai freschi laureati (corso di studi triennale) sono quelli per il coordinamento delle professioni sanitarie (per il profilo più comunemente detto di “caposala”) o per infermiere di camera operatoria (percorso che mira ad approfondire le conoscenze dello strumentario chirurgico nonché normative e protocolli che ruotano attorno al delicato ambito della sala operatoria). Il costo di una specializzazione, seppur elevato, ovviamente non è garanzia di occupazione.

Piuttosto, i giovani infermieri italiani potrebbero valutare la chance, offerta da altri paesi europei, di maturare subito esperienza lavorativa direttamente sul campo, almeno per un biennio. La Germania, ad esempio, anche attraverso i bandi promossi in collaborazione con l’azienda di consulenza internazionale “Germitalia”, continuerà ad offrire possibilità di inserimento concrete ed immediate. Anche nel mese di settembre, ad esempio, ci saranno selezioni di infermieri per il policlinico universitario di Münster, che assume a tempo indeterminato. Proprio nel caso di Münster, i due corsi di lingua tedesca da frequentare (per i livelli B1 e B2) sono interamente finanziati dal datore di lavoro, senza rivalsa né penali, quindi anche un eventuale e successivo recesso dal contratto da parte del lavoratore italiano non avrebbe ripercussioni economiche. Nel frattempo, però, l’esperienza maturata in una delle migliori strutture sanitarie della Germania sarebbe rilevante e riconosciuta anche nel caso di ritorno in Italia. Sempre ammesso che, dopo aver tastato con mano le condizioni economiche e contrattuali che in Germania vengono offerte agli infermieri, questi ultimi abbiano poi effettiva esigenza di ritornare nel paese di origine…

Per candidarsi ai colloqui di settembre promossi da “Germitalia”, aperti appunto anche ai neo laureati, è possibile inviare il proprio curriculum compilando direttamente il form on-line al seguente link: https://form.jotform.com/81405508902958. I profili selezionati riceveranno a mezzo posta elettronica il bando completo e la convocazione per il colloquio che si terrà a Torre del Greco (Napoli).

Nello Giannantonio

Non rilassatevi troppo sotto l’ombrellone: occhio agli annunci di lavoro. “Germitalia” in prima linea a settembre per infermieri, ostetriche e tecnici di radiologia

Settembre, più che gennaio, è spesso il mese giusto per cambiare passo e provare a svoltare anche sul piano lavorativo. Occhio, quindi, anche sotto l’ombrellone – attraverso le nuove tecnologie – a bandi, annunci e offerte di lavoro che, in alcuni casi, si “nascondono” volutamente proprio durante il periodo estivo.

L’azienda di consulenza internazionale “Germitalia”, sotto questo aspetto, ha invece già tolto i veli ai nuovi bandi per le assunzioni in Germania, con colloqui che si terranno a Torre del Greco, in provincia di Napoli, nel corso del prossimo mese di settembre.

Il policlinico universitario di Münster ha già preannunciato da tempo il ritorno in Italia per la selezione di infermieri ed ostetriche: in tutto si ricercano ventidue figure professionali da assumere a tempo indeterminato. La prestigiosa struttura finanzierà interamente i corsi di lingua tedesca (sia per il livello B1 che per il B2) che i giovani italiani selezionati dovranno seguire prima e parallelamente all’inserimento lavorativo. Saranno garantiti, durante il corso, anche vitto e alloggio a Stoccarda. Per candidarsi è possibile inviare il proprio curriculum compilando direttamente il form on-line al seguente link:

https://form.jotform.com/81405508902958. I profili selezionati riceveranno poi a mezzo e-mail il bando completo e la convocazione per il colloquio alla presenze di interpreti (da definire la data esatta nel corso del mese di settembre). La data è stata invece già definita per quanto riguarda l’altro bando aperto da “Germitalia”: riguarda cinque tecnici di radiologia che assumerà, sempre a tempo indeterminato, il Gruppo Diagnostik Stuttgart, importante centro diagnostico che si trova a Stoccarda. Sarà giovedì 27 settembre la giornata dei colloqui (salvo anticipo a mercoledì 26): anche in questo caso è possibile inviare il proprio curriculum attraverso il portale https://www.germitalia.com/ (sempre aggiornato con le offerte di lavoro in Germania in campo sanitario) o attraverso il link diretto https://form.jotform.com/81405508902958.

Nello Giannantonio

Obbligo di tracciabilità delle retribuzioni in vigore: ecco qual è la sanzione per il datore di lavoro che non si adegua

È fine mese, periodo di paga, e milioni di datori di lavoro italiani si stanno confrontando con l’applicazione del nuovo obbligo di tracciabilità dei pagamenti delle retribuzioni che, in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio, è entrato in vigore dal 1 luglio 2018.

Gli stipendi vanno pagati esclusivamente attraverso bonifico, assegno, strumenti di pagamento elettronico o, eventualmente, in contanti ma solo con mandato di pagamento in favore del lavoratore presso lo sportello bancario o postale ove il datore abbia aperto un conto corrente. Come di recente chiarito dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, rientra tra gli “strumenti di pagamento elettronico” anche il versamento degli importi dovuti effettuato su una carta di credito prepagata intestata al lavoratore priva di Iban, purché il datore conservi le ricevute di versamento anche ai fini della loro esibizione agli organi di vigilanza.

Lo scopo della nuova normativa, come noto, è quello di evitare che la retribuzione corrisposta sia inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva (la sola firma della busta paga non equivale più a prova dell’avvenuto pagamento) ed il suo campo d’azione si rivolge ai rapporti di lavoro subordinato (tranne quelli domestici), alle collaborazioni coordinate e continuative e ai contratti di lavoro instaurati dalle cooperative con i propri soci. Sono, invece, esclusi dall’obbligo di tracciabilità i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni, i compensi derivanti da borse di studio, tirocini, rapporti autonomi di natura occasionale (quindi anche le collaborazioni occasionali con ritenuta d’acconto) mentre l’orientamento prevalente tende ad escludere anche gli eventuali anticipi di cassa erogati durante il mese al dipendente per spese sostenute e documentate.

Sul piano sanzionatorio, nel caso di utilizzo di mezzi diversi da quelli previsti per il pagamento tracciato, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del datore che va da 1.000 a 5.000 euro. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, tuttavia, ha avuto modo di precisare che la sanzione è riferita alla totalità dei lavoratori in forza presso quel singolo datore di lavoro. In pratica, la sanzione non si moltiplica per il numero di dipendenti in caso di inadempimento, ma è unica e applicata su base mensile. Avvalendosi del calcolo ai sensi dell’articolo 16 della Legge 689/1981 (un terzo del massimo), la sanzione per ciascun mese in cui si sia protratto l’illecito sarà quindi pari a 1.666,66 euro.

Nello Giannantonio

Settembre ricco con “Germitalia”: si assumono anche tecnici di radiologia per Stoccarda

Ripresa col botto per l’azienda di consulenza internazionale “Germitalia”, che dopo la pausa estiva, nel corso del prossimo mese di settembre, oltre alle già preannunciate selezioni di infermieri ed ostetriche per il policlinico universitario di Münster, terrà a colloquio anche tecnici di radiologia: ne ricerca ben cinque, infatti, il “Radiologische Dr. Soldner”, importante centro diagnostico che si trova a Stoccarda West. La garanzia, ancora una volta, per i giovani italiani che saranno selezionati, consisterà nell’assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Stoccarda, inoltre, è anche la sede in cui l’Internationaler Bund, storico partner di “Germitalia”, terrà il primo corso di lingua tedesca (livello B1) con a disposizione dei partecipanti vitto e alloggio.

Per candidarsi ai colloqui come tecnici di radiologia è possibile inviare il proprio curriculum compilando direttamente il form on-line al seguente link: https://form.jotform.com/81405508902958. Possibile anche contattare la direzione “Germitalia” al numero telefonico 081.0117975. Sul portale dell’azienda, infine (https://www.germitalia.com/) sono consultabile tutte le altre offerte di lavoro per la Germania in ambito sanitario.

Nello Giannantonio

Legge Gelli e responsabilità sanitaria: convegno a Napoli

L’Unione Industriali di Napoli ospiterà lunedì 23 luglio, a partire dalle ore 17.30, un convegno dal tema “Sistema assicurativo sanitario – Legge Gelli: verso una maggiore garanzia per i professionisti?”.

La legge Gelli-Bianco, in vigore dal 1 aprile 2017, con i suoi successivi decreti attuativi ha riscritto, come noto, le norme della responsabilità sanitaria: contiene norme che attingono tanto alla responsabilità penale quanto a quella civile. Sul versante assicurativo, è stato disposto l’obbligo per le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private di dotarsi di copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d’opera, anche per danni cagionati dal personale a qualunque titolo operante presso le strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche e private, compresi coloro che svolgono attività di formazione, aggiornamento nonché di sperimentazione e di ricerca clinica, nonché l’obbligo di stipulare polizze assicurative per la copertura della responsabilità civile degli esercenti le professioni sanitarie verso terzi.

Numerosi gli interventi previsti durante il convegno napoletano del prossimo lunedì’, come da programma che pubblichiamo.

La risposta del ministero della Salute: “L’Oss non deve confondersi con l’infermiere”

Cosa può fare, in concreto, l’operatore socio-sanitario in Italia? Innanzitutto, non può somministrare terapie farmacologiche al paziente, ma può solo “aiutare – in sostituzione e appoggio dei familiari e su indicazione del personale preposto – per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso”. Chiara la premessa del sottosegretario al ministero della Salute, Maurizio Fugatti, nella risposta data alla Camera ad una interrogazione presentata da Roberto Novelli e Claudio Pedrazzini (Forza Italia), i quali chiedevano al ministero di chiarire in che termini possano essere erogati farmaci dagli Oss e di provvedere ad uniformare i loro ruoli “eliminando le attuali disparità di formazione professionale diversa da regione a regione” e alla luce della sovrapposizione con il ruolo degli infermieri registrata sempre più spesso nelle strutture sanitarie italiane. In particolare, i due parlamentari hanno sottolineato fatti accaduti nell’azienda sanitaria del Medio Friuli, indice di una prassi secondo la quale, anche in conseguenza di una carenza di organico di personale sanitario, le figure di infermiere e operatore sociosanitario tendono ad interscambiarsi. “Il sospetto – si legge nell’interrogazione – è che per rincorrere il minor costo, vista la differenza di retribuzione tra operatori sociosanitari e infermieri, si cerchino spesso soluzioni organizzative più economiche”.
Stando al tenore della risposta del sottosegretario, nessuna confusione deve sussistere con la professione di infermiere, il quale deve anzi emanare direttive e supervisionare l’operato dell’Oss, a sua volta collocato nella categoria dell’Operatore di interesse sanitario ma non assimilabile alle professioni sanitarie, che conseguono un’abilitazione all’esito di un corso di studi universitario.
La legge 1 del 2002 – ricorda il ministero – ha poi stabilito i parametri della formazione complementare dell’Oss in assistenza sanitaria per consentirgli di “collaborare con l’infermiere o con l’ostetrica e di svolgere autonomamente alcune attività, assistenziali, in base all’organizzazione dell’unità funzionale di appartenenza e secondo le direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione”. L’Oss con formazione complementare acquisisce insomma una sua “specializzazione”, conseguendo un attestato che gli consente di
collaborare con l’infermiere e con l’ostetrica nello svolgimento di alcune attività assistenziali,
nell’ambito, comunque, dei limiti ben individuati. Le sue funzioni devono essere coerenti con queste disposizioni e comunque non possono confondersi con quelle della professione sanitaria di infermiere. Nell’ambito dell’ordinamento costituzionale italiano – ricorda il ministero della Salute – resta, peraltro, affidato alle Regioni il compito di assicurare che in ciascuna realtà organizzativa venga data piena attuazione al quadro normativo di riferimento”.
In ogni caso, il sottosegretario Fugatti ha assicurato che il ministero è sempre pronto ad attivare i Nas in caso di segnalazioni di esercizio abusivo di professioni sanitarie.
Nello Giannantonio

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