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Lavoro: nel 2018 nuovo sgravio per i giovani che rischia di escludere tanti… giovani

Il disegno di legge, teso a favorire le assunzioni stabili di giovani under 35 a partire da gennaio 2018 (il tetto si abbasserà poi agli under 30 dal 2019) attraverso la promozione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, sta seguendo il suo iter in parlamento ma rischia di nascere con una insita contraddizione in grado di tagliare fuori da questa misura (sgravio contributivo pari al 50% dei contributi previdenziali per un massimo di 36 mesi nel limite massimo di 3mila euro l’anno) proprio tanti… giovani.

Lo sgravio spetterà ai datori di lavoro privati che assumeranno stabilmente giovani che non abbiano compiuto i 30 anni (35 per il solo 2018) e non siano stati occupati prima con lo stesso datore o con altro datore a tempo indeterminato, fatta salva l’ipotesi della riassunzione del lavoratore presso altro datore dopo un periodo agevolato ai sensi di questa norma che dovesse concludersi prima del triennio. Attenzione, quindi, ai requisiti del giovane, il quale – fatta salva la sola ipotesi di un precedente contratto di apprendistato con altro datore non stabilizzato a seguito del periodo formativo previsto –nella sua vita non deve essere stato mai assunto prima a tempo indeterminato da chicchessia. Quindi, salvo modifiche al testo attualmente al vaglio del legislatore, la norma rischia di estromettere ragazzi che ad esempio siano stati, in precedenza, occupati con un “banale” contratto di lavoro intermittente (ma a tempo indeterminato) o che magari si siano dimessi, anche per giusta causa, da un precedente e breve rapporto di lavoro, o che ancora siano stati licenziati per motivi oggettivi da un precedente datore che li aveva assunti. Tante ombre che potrebbero essere ancora “corrette”, in coerenza con gli obiettivi che si propone la norma e senza creare una impensabile disparità tra i destinatari dell’intervento, i giovani appunto.

Una difficoltà operativa riguarderà poi anche i datori di lavoro: come faranno ad avere la certezza che il ragazzo non abbia avuto precedenti rapporti a tempo indeterminato? Basterà la produzione, da parte del giovane, del proprio “certificato C2 storico” rilasciato dal competente Centro per l’impiego?

Infine, tutta da verificare, per il 2018, la preannunciata integrazione del primo anno di sgravio nelle regioni del Meridione fino ad arrivare raggiungimento del 100% dei contributi, visto che questi fondi dovrebbero provenire dalla conferma del bonus Sud attualmente in vigore fino al 31 dicembre 2017 attraverso risorse comunitarie e “selettive”, quindi sottoposte al regolamento sugli aiuti di Stato.

Nello Giannantonio

La testimonianza di Francesco: “In Italia lavoravo a partita Iva, in Germania ho cambiato prospettive di vita”

La fisiologica paura di trasferirsi in Germania per lavorare, nonostante la garanzia di un contratto  a tempo indeterminato che offrono tante strutture sanitarie, può essere superata anche attraverso il racconto di chi, a suo tempo, la sua scelta di vita l’ha fatta e oggi può raccontare la sua esperienza anche con un pizzico di orgoglio. In quest’ottica, agli ultimi colloqui organizzati da “Germitalia” per la selezione di infermieri per il “Westpfalz Klinikum” di Kaiserslautern, era presente – insieme ai vertici della struttura ospedaliera tedesca – anche Francesco Fontanini, un ragazzo partito in questo modo dalla provincia di Messina nel novembre 2015. “Sono partito per Stoccarda, ho seguito il corso di tedesco B1 per quattro mesi e poi sono stato inserito al ‘Westpfalz Klinikum’ come infermiere in fase di riconoscimento – racconta il ragazzo siciliano -. Parallelamente, durante i primi mesi di lavoro, io e gli altri ragazzi italiani abbiamo seguito anche il corso di lingua B2 superando quasi tutti l’esame e passando, quindi, all’inquadramento contrattuale come infermieri riconosciuti. Da quel momento hai la tua professione in mano e lavori come un qualsiasi infermiere tedesco. Il caposala ti segue passo dopo passo nel reparto favorendo la tua integrazione fino ad arrivare gradualmente ad essere autonomo nel proprio lavoro. Fuori dall’ospedale – continua Francesco – il consiglio che posso dare è quello di frequentare il più possibile i tedeschi; nella stessa Kaiserslautern ci sono tanti posti da vivere, anche con tanti ragazzi universitari, ed hai tutto a portata di mano”. Ai colloqui di Torre del Greco, tanti candidati hanno posto delle domande a Francesco: “Mi hanno chiesto di tutto, dalla professione in Germania alla quotidianità. Li capisco, è una scelta importante. Io l’ho fatta perché all’epoca avevo voglia di riscatto: mi ero laureato da due anni ed in Italia avevo svolto assistenza infermieristica in clinica privata, ma lavoravo con la partita iva e mi versavo io i contributi. Non era appagante. Con queste motivazioni ho partecipato alle selezioni per la Germania: sul posto ci vuole comunque carattere perché le difficoltà non mancano, la stessa lingua non è facile ed orecchiabile. Oggi però sono contento, è migliorata la mia prospettiva di vita, sono pienamente integrato, ho il mio buono stipendio e non è vero che la vita sia più cara in Germania: anche lì c’è concorrenza e quindi una guerra di prezzi”.

Il racconto di Francesco, magari, potrebbe dare una spinta anche a chi è in procinto di candidarsi ai nuovi colloqui organizzati da “Germitalia” a Torre del Greco nelle giornate dell’11 e 12 dicembre, quando arriveranno i selezionatori del policlinico di Jena, dello “Schwarzwaldbar Klinikum” e del gruppo ospedaliero “Helios” di Monaco per assumere infermieri, tecnici di radiologia ed ostetriche.

Nello Giannantonio

Infermieri per Kaiserslautern: conclusi i colloqui. “Qui troviamo sempre ragazzi qualificati e motivati”

Sono terminati martedì pomeriggio i colloqui tenuti a Torre del Greco (Napoli) dai vertici dell’ospedale pubblico “Westpfalz Klinikum” di Kaiserslautern, di ritorno in Italia per assumere a tempo indeterminato diciotto infermieri. A breve i partecipanti (quasi il doppio rispetto ai posti oggetto della selezione) riceveranno comunicazione dei risultati dei colloqui organizzati ancora una volta in collaborazione con “Germitalia” e l’Internationaler Bund. Soddisfatta la direttrice del “Westpfalz Klinikum”, Andrea Bergasträßer (assistita dalla vice Katja Bruck-Hansen): “Purtroppo in Germania c’è una carenza di infermieri – ha spiegato – ma qui, grazie a ‘Germitalia’, c’è sempre la possibilità di reclutare persone qualificate e fortemente motivate ad aprirsi in Germania una strada professionale ma anche personale. L’esperienza di effettuare questo tipo di selezioni in Italia è stata positiva sin dalla prima volta. Da noi gli infermieri trovano un ambiente aperto a 360 gradi, grazie anche all’Internationaler Bund, pronto a facilitare l’inserimento ed il lavoro di questi ragazzi, dall’alloggio al corso di lingua, ma anche più semplicemente se vogliono frequentare una palestra o uscire la sera a bere qualcosa. Se torneremo in Italia per assumere? Senz’altro” conclude Andrea Bergasträßer.

I ragazzi selezionati dovranno raggiungere a breve la Germania per frequentare il corso di lingua tedesca B1, con vitto e alloggio nella sede di Pirmasens dell’IB. L’iniziale inserimento in ospedale come “infermieri in fase di riconoscimento” dovrà poi essere seguito dal conseguimento del livello di lingua B2 entro un anno dall’assunzione, presupposto per il definitivo inquadramento contrattuale come “infermiere riconosciuto”. La stessa struttura di Kaiserslautern sosterrà poi gli infermieri italiani “stabilizzati” anche nella ricerca di un alloggio, essendo in possesso di appartamenti aziendali per i dipendenti ad un canone convenzionato.

Lo staff di “Germitalia”, intanto, è già proiettato al grande appuntamento di dicembre, quando sempre all’hotel “Marad” di Torre del Greco, nelle giornate dell’11 e 12 arriveranno i selezionatori del policlinico di Jena e dello “Schwarzwaldbar Klinikum” che si aggiungeranno a quelli del gruppo ospedaliero “Helios” di Monaco: in palio posti per infermieri, tecnici di radiologia ed ostetriche.

Nello Giannantonio

Lavorare in Germania: pro e contro. Lo spauracchio è la lingua ma tanti italiani ce l’hanno fatta

La determinazione ad accettare la sfida di ottenere un posto di lavoro in Germania e poi non rinunciarci al momento di dover salire su un aereo si scontra spesso, tra i giovani infermieri italiani disoccupati, con quelle preoccupazioni – certamente anche fisiologiche – di doversi confrontare con un’altra realtà e soprattutto un’altra lingua, non semplice e non usuale come l’inglese. In questo senso, tuttavia, è confortevole il supporto che in terra tedesca l’Internationaler Bund offre alle figure professionali in campo sanitario che periodicamente vengono selezionate in Italia dai migliori ospedali tedeschi grazie anche alle selezioni organizzate da “Germitalia” (a dicembre ricordiamo che tre importanti policlinici – quello di Jena, lo “Schwarzwaldbar Klinikum” e il gruppo ospedaliero “Helios” di Monaco – torneranno in provincia di Napoli per assumere infermieri, tecnici di radiologia ed ostetriche) grazie al consolidato percorso di integrazione con i corsi “in loco” per conseguire i livelli di lingua prima B1 e poi B2.

La garanzia di un posto di lavoro a tempo indeterminato che offrono queste strutture rappresenta indubbiamente un altro importante fattore a favore della possibilità di accettare la sfida tedesca, con tutti i contributi previdenziali che saranno validi, un domani, anche in Italia ai fini pensionistici. Certamente la cosa non è paragonabile a “forzature” che in Italia spesso vengono richieste ai giovani disposti a tutto pur di lavorare, come l’apertura di una propria partita Iva. Così come mettere su famiglia senza essere costretti a lasciare il posto di lavoro è una condizione molto più agevolata in Germania che in Italia (da noi si stanno muovendo piccoli passi solo di recente) in termini di tutela della maternità e più in generale della genitorialità, con presenza di asili nido e soluzioni simili messe spesso a disposizione dagli stessi datori di lavoro.

Chiaramente – e torniamo a ai “contro” – la lontananza da casa può scoraggiare qualcuno, ma la Germania va oramai considerata come una regione d’Europa e non come un’altra nazione. Del resto, oggi con ora e mezza di volo è collegata con tutti i principali aeroporti d’Italia. Lo stesso “caro-vita” tedesco è un po’ un falso mito, dal momento che per certi aspetti è anche inferiore a quello raggiunto dall’Italia dopo l’introduzione della moneta unica. Forse è più legittimo nutrire preoccupazioni sulla lingua, ma se centinaia di ragazzi partiti negli anni con i progetti “Germitalia” oggi vivono e lavorano e vivono in Germania vuol dire che la sfida non è così impossibile.

Per consultare, ad ogni modo, le posizioni attualmente aperte da “Germitalia” ed inviare il proprio curriculum, basta collegarsi al link seguente: http://form.jotformeu.com/form/51253050124338.

Nello Giannantonio

 

“Germitalia”, chiusura d’anno col botto: a dicembre selezioni per tre ospedali

L’ultima sessione straordinaria di selezioni prevista per l’anno 2017 dall’azienda di consulenza internazionale “Germitalia” – sempre in collaborazione con l’Internationaler Bund – si preannuncia di portata molto rilevante.

Una grande chance lavorativa per infermieri italiani disoccupati ma anche per giovani laureandi (titolo da conseguire entro il prossimo 31 dicembre) che magari non sono riusciti a prenotarsi in tempo per i colloqui in programma invece a novembre, quando l’ospedale pubblico “Westpfalz Klinikum” di Kaiserslautern tornerà in Italia in cerca di diciotto figure professionali tra infermieri ed infermieri pediatrici da assumere a tempo indeterminato.

Il clou, però, sarà poco prima di Natale: all’hotel “Marad” di Torre del Greco, in provincia di Napoli, nelle giornate dell’11 e 12 dicembre arriveranno anche i selezionatori del policlinico di Jena e dello “Schwarzwaldbar Klinikum” (distretto di Friburgo), che si aggiungeranno a quelli del gruppo ospedaliero “Helios” di Monaco, per il quale era già stato ufficializzato il bando relativamente alla ricerca di dodici tecnici di radiologia e due infermieri specializzati per sala operatoria.

Il policlinico di Jena offrirà invece un contratto a tempo indeterminato a ben quindici infermieri per tutti i reparti, mentre lo “Schwarzwaldbar Klinikum”, alla ricerca di cinque infermieri abbinerà anche la selezione di tecnici di radiologia ed ostetriche in numero ancora da definire. Per consultare gli aggiornamenti circa le posizioni aperte da “Germitalia” e candidarsi alle prossime selezioni di Torre del Greco basta collegarsi al link seguente: http://form.jotformeu.com/form/51253050124338.

L’opportunità di sostenere i colloqui, ancora una volta con valore di concorso pubblico tedesco, sarà appunto riservata anche ai laureandi in scienze infermieristiche.

Nello Giannantonio

VARESE(VARESE)
INFERMIERI OSPEDALE DI CIRCOLO

Infermieri: la Germania chiama, l’Italia non sempre risponde. E allora si guarda ad altri “mercati”…

Il fabbisogno di infermieri professionali nei policlinici e nelle strutture private della Germania resta rilevante, ma evidentemente non basta più il programma di assunzioni in paesi “vicini” come l’Italia, che non riesce più a colmare quel “gap” occupazionale dovuto allo scarso appeal che il settore infermieristico ha tra i locali ragazzi tedeschi, i quali non hanno nemmeno la possibilità di frequentare un apposito corso di laurea.

Gli infermieri disoccupati italiani, nonostante gli scarsi sbocchi nel proprio paese e le cattive esperienze in quei pochi concorsi pubblici che vengono banditi, hanno ancora una certa reticenza a compiere una scelta di vita, seppur in un paese tra i più “europei” degli europei come la Germania, abbinando al trasferimento la garanzia di un posto di lavoro a tempo indeterminato. Spesso ci si presenta anche ai colloqui indetti periodicamente in Italia dagli ospedali tedeschi, ma poi, una volta ritenuti idonei, non si ha quella determinazione nel prenotare un biglietto aereo e partire. E allora dalla Germania si inizia a guardare anche ad altri potenziali “mercati” quali la Croazia o la Polonia. Perché in terra tedesca la richiesta di infermieri resta alta, altissima. La stessa macchina organizzativa dell’azienda di consulenza internazionale “Germitalia” è impegnata attualmente nell’organizzazione dei colloqui indetti dall’ospedale pubblico “Westpfalz Klinikum” di Kaiserslautern, in cerca di diciotto figure professionali tra infermieri ed infermieri pediatrici da assumere, manco a dirlo, a tempo indeterminato (i colloqui sono in programma il prossimo 7 novembre presso l’hotel “Marad” di Torre del Greco, in provincia di Napoli). Proprio per dare più coraggio ai candidati e testimoniare con la propria esperienza che la Germania non è poi così “lontana” da noi, ai colloqui di novembre sarà presente anche un testimonial, Francesco Fontanini, infermiere in forza “Westpfalz Klinikum” grazie proprio ad uno dei progetti di “Germitalia”. Francesco, che in Germania lavora stabilmente ed  ha raggiunto brillantemente il livello B2 di lingua propedeutico all’inquadramento contrattuale come “infermiere riconosciuto”, sarà a disposizione dei candidati per fornire chiarimenti e raccontare il suo percorso di piena integrazione.

Nello Giannantonio

Distacco europeo, cambiano le regole. Germania seconda in graduatoria per lavoratori “prestati”

Cambiano le regole per il distacco di lavoratori in ambito europeo. Innanzitutto, cos’è il distacco? È una pratica secondo cui un datore di lavoro, sussistendone reciproco interesse, pone temporaneamente a disposizione di un altro datore un proprio dipendente. La cosa può avvenire anche oltrepassando i confini nazionali, distaccando lavoratori in un altro paese Ue per svolgere un servizio temporaneo. È qui che stanno cambiando le regole. Un lungo negoziato ministeriale ha portato gli Stati membri ad un accordo sulla riforma della direttiva dedicata ai lavoratori distaccati risalente al 1996, alla luce del timore di un “dumping sociale” ad opera dei paesi dell’Europa dell’est, che fanno rilevare costi previdenziali e salariali più bassi dei paesi dell’occidente.

Con il distacco, infatti, le aziende pagano i dipendenti all’estero ma continuano a versare i contributi nel paese d’origine, evitando inoltre di corrispondere trattamenti retributivi e previdenziali vigenti sul luogo effettivo e temporaneo di lavoro, come ad esempio misure premiali, mensilità aggiuntive, bonus, strumenti di welfare. L’unico obbligo da rispettare è quello di non andare sotto il salario minimo nazionale, qualora fissato, dei paesi di destinazione dei lavoratori. E così, un lavoratore proveniente da una nazione nella quale è basso il peso dei contributi sociali, se distaccato, può costare decisamente meno di un lavoratore “locale”, pur a parità di mansioni e stipendio. Un vantaggio che favorisce, dunque, solo l’azienda che invia e non anche il paese che riceve forza lavoro. A cavalcare il fenomeno sono soprattutto economie dell’Est Europa, ma la pratica si sta diffondendo anche ad ovest. Una graduatoria in tal senso elaborata  dalla Commissione Ue vede al primo posto la Polonia come numero di lavoratori distaccati, seguita a sorpresa dalla Germania (al sesto posto l’Italia). Ora la direttiva del ‘96 è stata corretta per quanto riguarda la durata del distacco (dodici mesi al massimo anziché ventiquattro, allungabili di altri sei su richiesta dell’impresa e con il benestare del paese di accoglienza). La riforma – che prevede comunque  un periodo di transizione non breve – stabilisce poi che la società datrice di lavoro dovrà versare al proprio dipendente tutti i bonus retributivi previsti dal paese del distacco. A votare contro il compromesso sono state, non a caso, la Polonia, la Lituania, la Lettonia, l’Ungheria. Il testo dovrà ora passare al vaglio del parlamento europeo.

Una precisazione, infine. La vicenda non riguarda le figure professionali in ambito sanitario che periodicamente l’azienda di consulenza internazionale “Germitalia” seleziona per i migliori policlinici della Germania o anche strutture private: i lavoratori scelti in Italia, infatti, vengono direttamente assunti dal datore di lavoro tedesco che applica i trattamenti retributivi (superiori a quelli italiani) e previdenziali regolamentati dalla propria contrattazione collettiva nazionale.

Nello Giannantonio

 

Non solo infermieri: “Germitalia” torna a selezionare tecnici di radiologia per la Germania

Nell’immediato, la macchina organizzativa di “Germitalia” è impegnata nella selezione dei curricula che stanno pervenendo, numerosi, per i colloqui indetti dall’ospedale pubblico “Westpfalz Klinikum” di Kaiserslautern, in cerca di diciotto figure professionali tra infermieri ed infermieri pediatrici da assumere a tempo indeterminato (i colloqui sono in programma il prossimo 7 novembre presso l’hotel “Marad” di Torre del Greco, in provincia di Napoli).

Prima della fine dell’anno, però, è già in cantiere un’altra selezione pubblica per la Germania. E stavolta non riguarderà solo infermieri. Il gruppo ospedaliero “Helios” di Monaco, infatti, tornerà in Italia (progetto Fia già attivo da nove anni nel nostro paese) per reclutare, sempre in collaborazione con “Germitalia” e l’Internationaler Bund, ben dodici tecnici di radiologia, oltre a due infermieri specializzati per sala operatoria. I colloqui, con valore di concorso pubblico tedesco, si terranno sempre a Torre del Greco nelle giornate del 12 e 13 dicembre. È previsto, anche in questo caso, in favore dei selezionati il finanziamento del corso di lingua tedesco B1 con garanzia di vitto e alloggio.

Prima però, come detto, si terranno i colloqui per Kaiserslautern caratterizzati anche dalla novità “Porta un amico”, con il quale – se scelti dai selezionatori tedeschi – si potrà decidere di intraprendere insieme il percorso di inserimento lavorativo e linguistico in Germania, come sempre facilitato dal supporto che garantisce l’Internationaler Bund sul posto agli italiani. L’ospedale pubblico “Westpfalz Klinikum” di Kaiserslautern, in passato, ha già dato lavoro ad oltre cinquanta infermieri nostri connazionali sempre grazie ai progetti “Germitalia”. Per consultare le posizioni aperte dalla azienda di consulenza internazionale basta collegarsi al link seguente: http://form.jotformeu.com/form/51253050124338.

Nello Giannantonio

Infermieri per Kaiserslautern: porta un amico al colloquio…

Le proposte lavorative dalla Germania sono allettanti, ma non è chiaramente una scelta di vita facile quella di trasferirsi poi in un’altra nazione, integrarsi ed imparare una nuova lingua. Per agevolare gli infermieri italiani che si candideranno ai prossimi colloqui per l’ospedale pubblico “Westpfalz Klinikum” (Kaiserslautern), l’azienda organizzatrice “Germitalia” ha così lanciato l’iniziativa “Porta un amico”, destinata proprio a coloro che sono indecisi a sostenere il concorso e tenersi pronti per volare in Germania se selezionati. Portando un amico (ovviamente anch’egli in possesso dei requisiti richiesti dal bando) ai colloqui in programma il prossimo 7 novembre presso l’hotel “Marad” di Torre del Greco (Napoli) si potrà decidere con più serenità e coraggio di intraprendere insieme un percorso lavorativo, che potrà diventare un progetto di vita, una volta giudicati idonei dalla commissione d’esame.

L’ospedale pubblico “Westpfalz Klinikum” di Kaiserslautern farà ritorno nel nostro paese per assumere a tempo indeterminato diciotto infermieri dopo avere in passato, sempre grazie ai progetti Fia, già dato lavoro ad oltre cinquanta infermieri italiani. Dopo le selezioni di novembre, i candidati dovranno poi raggiungere la Germania per frequentare il corso di lingua tedesca B1, con vitto e alloggio nella sede di Pirmasens dell’Internationaler Bund. L’iniziale inserimento in ospedale come “infermieri in fase di riconoscimento” dovrà poi essere seguito dal conseguimento del livello di lingua B2 entro un anno dall’assunzione, presupposto per il definitivo inquadramento contrattuale come “infermiere riconosciuto” che prevede uno stipendio mensile di circa 2.600 euro. La stessa struttura di Kaiserslautern sosterrà poi gli infermieri italiani “stabilizzati” anche nella ricerca di un alloggio, essendo in possesso di appartamenti aziendali per i dipendenti ad un canone convenzionato.

Per candidarsi alle selezioni per Kaiserslautern (zona di Francoforte) basta collegarsi al link seguente (http://form.jotformeu.com/form/51253050124338) e compilare il form on-line. La possibilità di sostenere il colloquio è offerta anche ai ragazzi laureandi in scienze infermieristiche, purché conseguano il titolo di studio entro la fine del mese di novembre.

Ai colloqui sarà presente un testimonial, Francesco Fontanini, infermiere in forza a questo ospedale che ha già in passato partecipato al progetto Germitalia e raggiunto brillantemente il livello B2 di lingua. Francesco sarà a disposizione dei candidati per qualsiasi chiarimento riguardo la sua esperienza.

 

Nello Giannantonio

Turismo sessuale, fenomeno non solo per uomini. Spunta anche la rigida Germania…

Il fenomeno del cosiddetto “turismo sessuale” non riguarda solo gli uomini. Il numero di donne che apprezza questo tipo di vacanza hot è infatti in costante aumento già dagli anni Novanta (secondo le stime più recenti sono circa 600mila quelle che – senza una specifica fascia d’età – ogni anno si recano all’estero in cerca di esperienze senza vincoli sentimentali). Le mete preferite? I Caraibi, il Medio Oriente e lAfrica orientale, pagando anche per le prestazioni sessuali richieste.

Il magazine “Travelweare”, invece, non molto tempo fa ha redatto una sorta di mappatura di questo tipo di turismo al maschile, escludendo quei posti dove, risaputamente, il sesso corre il rischio di diventare sfruttamento, specie di minorenni. Piuttosto, parliamo di paradisi esotici, posti di mare da abbinare a partner compiacenti. In cima alla lista declinata al maschile figura Megaluf, in Spagna, nazione dove invece Gran Canaria diventa la meta molto ambita dagli omosessuali, con la presenza di molti locali per gay e lesbiche. Ben posizionata in graduatoria anche Marrakech, in Marocco, ma attenzione anche alla sorpresa tedesca Berlino, con i suoi numerosi locali a luci rosse. Completano la classifica mete come San Pietroburgo (con maggiori capacità di abbordaggio in base alle disponibilità economiche del turista), Amsterdam (con il suo famoso quartiere a luci rosse) e la città del vizio cinese Dongguan. E poi c’è il Brasile, con la curiosità di “parcelle” per le prestazioni sessuali capaci di variare a seconda della stagione. Sesso a pagamento legale anche a Cuba. La patria dei “massaggiatori”, uomini e donne, è infine la Thailandia.

Nello Giannatonio

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