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Infermieri a Stoccarda: un assaggio dei mercatini, poi a casa per le feste

Gli infermieri italiani selezionati a novembre dal policlinico universitario di Tubinga e dal Klinikum Christophsbad, in questi giorni, stanno approdando a Stoccarda per l’inizio del primo corso di lingua tedesca finanziato dal datore di lavoro e con garanzia di vitto e alloggio.

Non potrebbe esserci, del resto, periodo migliore per impattare con la città di Stoccarda, sede di mercatini natalizi tra i più grandi ed apprezzati d’Europa, con trecento anni di tradizione. Oltre 250 casette in legno illuminate animano le strade del centro proponendo decorazioni natalizie, presepi, giocattoli in legno, candele, oggetti d’antiquariato, ma anche specialità gastronomiche locali tra cui Schupfnudeln (gnocchi di patate saltati in padella e serviti con crauti), Maultaschen (ravioli ripieni di carne tritata con cipolla e spinaci) e Flammkuchen (focaccia con speck, formaggio e cipolle). Sulla Karlsplatz viene allestito poi un mercatino dedicato all’antiquariato natalizio mentre nel castello rinascimentale Altes Schloss si tengono spettacoli natalizi per tutto il periodo. Festa continua anche per i bambini grazie soprattutto alla grande pista di pattinaggio, con possibilità di noleggio di pattini. I mercatini di Stoccarda, inaugurati il 28 novembre, saranno operativi fino al 23 dicembre.

Gli infermieri italiani – che sul posto beneficiano sempre del supporto del personale dell’Internationaler Bund – torneranno poi a Stoccarda dopo le festività (ma chi vuole è libero di passare anche il Natale in Germania) per riprendere il corso ed iniziare gradualmente l’attività lavorativa. Nello stesso periodo, gennaio 2019, la direzione “Germitalia” (https://www.germitalia.com/) terrà nuovi colloqui per assunzioni in Germania a tempo indeterminato riservate ad infermieri, tecnici di radiologia ed anche educatori per l’infanzia.

Nello Giannantonio

Perché i delusi infermieri italiani partono per la Germania? Riascoltalo dalle loro voci

L’esercito di infermieri italiani che, durante l’anno, si presenta a periodiche selezioni come quelle organizzate da “Germitalia” in favore dei migliori ospedali tedeschi porta dentro la grande frustrazione per un lavoro che non c’è – o che c’è ma in formule definiamole “anomale” – nel paese in cui si sono formati e laureati. Basta rivedere una recente puntata delle trasmissione Rai “Nemo-Nessuno escluso” per avere il polso della situazione attraverso le interviste effettuate ad una platea di candidati tipica di selezioni che in Italia si organizzano per soddisfare la costante richiesta di personale sanitario dalla Germania. “Da noi l’80 per 100 degli annunci lavorativi ti richiede la partita Iva” racconta ad esempio un giovane infermiere. “In Italia siamo servi” taglia corto una delusa collega. “Vado in Germania e ci porto anche la famiglia perché lì le condizioni di welfare sono migliori” confessa chi invece è più avanti con gli anni. Addirittura c’è chi racconta, con remunerazione di 10 euro lordi l’ora, che in Italia per la stessa struttura lavora sia come infermiere che come assistente alla logistica. La paga oraria media di un infermiere in Germania, come conferma anche il video della trasmissione, parte da una base superiore al doppio. E, nel caso dei progetti “Germitalia” (https://www.germitalia.com/)si tratta sempre di offerte di lavoro in Germania a tempo indeterminato e non a termine. Come quella che hanno di recente raccolto gli infermieri selezionati per il policlinico universitario di Tubinga e dal Klinikum Christophsbad, che si apprestano a partire per seguire, sul posto, il primo corso gratuito di tedesco. Come quella riservata ai candidati che si presenteranno, a gennaio 2019, alle nuove selezioni per strutture ospedaliere della zona di Stoccarda.

Nello Giannantonio

Dalla discoteca al Milaneo: non solo studio e lavoro a Stoccarda

Ma cosa fanno, oltre che studiare la lingua, gli infermieri e gli altri profili professionali italiani selezionati nel corso dei colloqui promossi da “Germitalia”? Ai primi di dicembre, da ultimi ma non certo per ultimi, partiranno i giovani infermieri scelti ad inizio novembre dal policlinico universitario di Tubinga e dal Klinikum Christophsbad.

A Stoccarda, a cura dell’Internationaler Bund (che garantisce loro anche vitto e alloggio), seguiranno – come già fatto negli anni scorsi da centinaia di colleghi partiti grazie a questi progetti – il primo corso di lingua tedesca (livello B1) per poi iniziare il graduale inserimento lavorativo a tempo indeterminato nelle strutture di destinazione. Si studia, certo, e occorre farlo anche con dedizione per arrivare presto all’inquadramento professionale definitivo, ma c’è anche una vita fuori, lo svago, che pure aiuta ad inserirsi nel tessuto sociale tedesco e a meglio assimilare la lingua. “Noi uscivamo sempre dopo il corso o dopo gli esercizi che ci davano da fare – ci racconta Marika Finocchiaro, infermiera siciliana partita cinque anni fa con “Germitalia” ed oggi dipendente a tempo indeterminato del “Christophsbad” -. Già accanto alla sede dell’Internationaler Bund ci sono un centro commerciale e posti carini dove poter mangiare o bere una birra. Per andare in discoteca raggiungevamo Stoccarda centro: con la metropolitana bastavano pochi minuti. E poi – aggiunge Marika -, a proposito del cuore di Stoccarda, a me piaceva molto recarmi al Milaneo, il più grande centro commerciale di Stoccarda, sempre facilmente raggiungibile con la metro”.

Musica per le orecchie dei candidati (non solo infermieri ma anche tecnici di radiologia ed educatori per l’infanzia) che si apprestano a sostenere, dopo le feste natalizie, i colloqui per strutture ospedaliere ed asili pubblici e privati nella zona di Stoccarda tedeschi.

Germitalia” (https://www.germitalia.com/) propone, per la Germania, sempre offerte di lavoro a tempo indeterminato.

Nello Giannantonio

Educatori dell’infanzia. Fai la tua esperienza di lavoro in Germania!

Mentre gli infermieri selezionati ad inizio novembre dal policlinico universitario di Tubinga e dal “Klinikum Christophsbad” si apprestano a partire per Stoccarda per iniziare il corso di lingua tedesca ed il graduale inserimento lavorativo a tempo indeterminato, trapelano le prime notizie su quelle che saranno le nuove offerte di lavoro in Germania proposte dall’azienda di consulenza internazionale “Germitalia” in collaborazione con l’Internationaler Bund.

Non solo infermieri e tecnici di radiologia per la zona di Stoccarda: si tornerà a selezionare anche educatori per l’infanzia (almeno 6) da destinare ad asili pubblici e privati tedeschi. Dopo i colloqui che si terranno in Campania nel mese di gennaio 2019, gli educatori prescelti frequenteranno in Germania un primo corso di lingua B1 (con garanzia di vitto e alloggio in strutture dell’Internationaler Bund nonché dello stipendio di ingresso) per poi iniziare la vera e propria attività lavorativa nella struttura scolastica di destinazione con il contestuale conseguimento del livello di lingua tedesca B2 ed il definitivo inquadramento come “Educatore dell’infanzia riconosciuto” (stipendio lordo mensile non inferiore ai 2mila euro). I laureati in Scienze dell’educazione e formazione (anche triennale) interessati a questo progetto di lavoro in Germania – da far valere in futuro come esperienza professionale anche in un ipotetico rientro in Italia – potranno candidarsi inviando il proprio curriculum con foto in formato europeo + elenco degli esami sostenuti all’università al seguente indirizzo mail: educatori@germitalia.com – ulteriori informazioni al numero telefonico 081.0117975 negli orari di uffcio.

Requisiti di accesso minimi:

Laurea triennale in Scienze della Formazione o educazione e similari

N.B.: non è ammesso il diploma magistrale abilitante e il diploma psicopedagogico

Nello Giannantonio

Infermieri, la FNOPI replica al RIISE: “La tenuta di Albo e titoli compete solo agli Ordini”

La Fnopi è intervenuta con una circolare dopo la diffusione in rete della notizia relativa alla nascita di un “Registro Italiano degli infermieri specialisti e degli infermieri esperti” (in sigla RIISE), promosso da una testata giornalistica, con termine fissato al 31 dicembre 2018 per iscriversi.

Ecco la replica della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche: “Gli Ordini provinciali – scrive – sono gli unici soggetti cui è demandata, per legge, la funzione pubblica di detenere l’Albo e la Federazione si sta già attivando per procedere ad una integrazione dell’Albo nazionale inserendo i titoli di specializzazione degli infermieri iscritti”. La Fnopi, fermo restando il principio costituzionalmente garantito di liberta di associazionismo, tiene a precisare che l’ordinamento italiano ha previsto la possibilità di riunirsi in associazioni professionali solo per le professioni non organizzate.  “Il nostro legislatore – prosegue infatti la circolare – ha fatto una scelta precisa nel limitare il potere di autoregolamentazione di alcune professioni, evidentemente ritenute di maggior rilievo sociale, per le quali è il legislatore stesso a dettare regole imperative a vantaggio non tanto del professionista ma della collettività che beneficia di specifiche professionalità che sono ritenute tali da ‘subire’ un controllo statale”.  Ne deriva che per le professioni organizzate, come quella infermieristica, gli organismi “associativi” siano gli Ordini, istituiti esclusivamente per legge e deputati a detenere l’Albo con i nominativi e i dati di rilievo di tutti coloro che sono autorizzati a svolgere la professione.
Dunque – la conclusione della Fnopi – “nessuna testata o associazione (che raccoglie professionisti appartenenti a professioni regolamentate in Ordini) può vantare il diritto di detenere un Registro nazionale pubblicando un elenco accessibile ai cittadini che abbia valore certificativo della professione stessa”.

 

Paralisi dei contratti a termine e palliativo sull’indeterminato: per ora false speranze dalle politiche del lavoro (almeno nel privato)

Su contratti a termine e somministrazione una “mazzata” per datori di lavoro e operatori; sui contratti a tempo indeterminato, invece, la riproposizione del palliativo già in essere nel 2018 (decontribuzione triennale del 50% per assunzioni di under 35). Sulla spinta all’occupazione nel settore privato, ad ora, è solo illusorio l’impatto del nuovo governo, che potrebbe riscattarsi solo con un forte e concreto piano di assorbimenti nel settore pubblico, quello che negli anni Settanta-Ottanta ha comunque garantito occupazione a tante persone che, in uno scenario come quello attuale, risulterebbero di difficile inserimento.

Nel settore privato, invece, il nuovo quadro normativo non può offrire grandi speranze ai giovani in cerca di lavoro nel proprio paese. Sui contratti a termine, terminato il 31 ottobre il regime transitorio per i rapporti già in essere prima del decreto Dignità, è scattata la paralisi per molte aziende, che preferiscono non prolungare i contratti in scadenza: con le nuove regole, infatti, per prorogare un rapporto a termine oltre il dodicesimo mese o per riassumere a tempo lo stesso soggetto (sempre entro il nuovo tetto di complessivi 24 mesi) occorre indicare delle causali che, a giudizio della più autorevole dottrina, sono di fatto inapplicabili (esigenze temporanee estranee all’ordinaria attività o incrementi significativi ma nemmeno programmabili dal datore). E le stesse stringenti regole si applicano ora anche ai contratti in somministrazione che abbiano una scadenza. Prima, nel regime “acausale” del contratto a termine, si riusciva invece a lavorare fino a 36 mesi alle dipendenze dello stesso datore senza il problema del ricorso alle ragioni giustificatrici.

Parallelamente, le agevolazioni finalizzate a favorire l’occupazione a tempo indeterminato figurano sempre nei programmi degli ultimi governi producendo, tuttavia, sempre risultati modesti e confermando che l’occupazione la si favorisce, piuttosto, con politiche industriali, fiducia per gli investitori e, perché no, una riduzione del costo del lavoro, perché poi i benefici di ingresso (nemmeno più così allettanti come la vecchia legge 407 al Sud) terminano e, a regime, il costo di un lavoratore in Italia resta elevatissimo, quasi insostenibile. Non sconvolge, in questo contesto, la misura per favorire l’occupazione a tempo indeterminato inserito nella legge di conversione del Decreto 87/2018, che prolunga, nella sostanza, al 2019 ed al 2020 le agevolazioni contributive già previste dalla legge 205/2017 per l’anno 2018. Il beneficio, previsto per un massimo di 36 mesi, consiste nell’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi Inail, nel limite di 3.000 euro su base annua. L’agevolazione spetta ai datori di lavoro privati (anche non imprenditori) che assumono lavoratori under 35 i quali non siano, però, mai stati occupati con rapporto a tempo indeterminato (con lo stesso o altro datore di lavoro). E questa è una forte limitazione, perché basta aver lavorato in precedenza anche un solo giorno a tempo indeterminato o essersi dimessi durante un periodo di prova per precludere la fruizione dell’agevolazione e non essere portatore di questa “dote” contributiva, in alcuni casi decisiva ai fini della scelta del giovane da assumere.

Nello Giannantonio

Un esempio di concorsi per infermieri a Napoli: in 10mila per 20 posti!

Il 13 novembre si sono concluse le prove preselettive del concorso per infermieri all’ospedale  “Cardarelli” di Napoli, che ha messo a bando appena 20 posti a tempo  indeterminato. Il numero di domande? 13.804 per l’esattezza (alle prove preselettive si sono poi presentati concretamente quasi 10mila candidati).

La direzione  strategica del concorso – riferisce una nota – ha introdotto misure tecnologiche  sia per la generazione delle schede-quesiti con randomizzazione delle  domande rispetto alla banca dati pubblicata il 20 settembre 2018 sia  per la correzione delle schede risposte, aggiungendo a ogni passaggio  sensibile la garanzia della diretta streaming sulla pagina Facebook  `Ufficio stampa Cardarelli`.  “In questo modo – spiega il direttore generale, Ciro Verdoliva – ciascun candidato ha potuto seguire le operazioni di ogni fase del  concorso”.

Al termine delle prove sono stati ammessi alla fase  successiva 2.017 candidati più ex aequo, ma adesso saranno verificati i requisiti di ammissione. Entro dicembre si terrà la prova scritta, entro gennaio la pratica ed, infine, entro febbraio la prova orale. Le 20 assunzioni dovrebbero scattare a marzo 2019.

Infermieri, in Campania ne mancano 9mila. Dove sono i concorsi?

In Italia di infermieri ne mancano ben 53mila, di cui 9mila nella sola regione Campania. Lo rivela un’analisi condotta dl Centro studi della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri (Fnopi) sui dati del Conto annuale 2016 del ministero dell’Economia. La conseguenza? Se è vero che ciascun infermiere, durante il proprio turno, dovrebbe assistere non più di 6 malati, finisce per averne in carico almeno il doppio (ben 17 in Campania). Senza contare che, in chiave pensionistica, la famosa “quota 100” porterebbe ad un’ulteriore uscita di circa 39mila infermieri, con una carenza vicina alle 90mila unità nel 2019, sempre secondo le stime Fnopi. I concorsi però, specie in Campania, latitano. E sono sempre più appetibili, per gli infermieri disoccupati o precari, le opportunità di assunzione a tempo indeterminato che continuano ad arrivare da altri paesi europei come, ad esempio, la Germania.

“Dobbiamo favorire il rientro dei tanti colleghi che lavorano fuori regione, dobbiamo ottenere l’apertura di concorsi per infermieri e la stabilizzazione dei precari – è il monito del presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli, Ciro Carbone, dalle colonne di NapoliSana Campania -. Dobbiamo portare i giovani infermieri laureati ad occupare i tanti posti di lavoro persi in tutti questi anni con il blocco del turnover e il mancato finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Va restituita, insomma, ai cittadini della Campania – conclude Carbone – quell’offerta di salute che la Costituzione sancisce per diritto”.

Assunzioni per Tubinga e Goppingen: l’ora dei verdetti. Candidati da tutta la penisola e non solo italiani

I candidati selezionati al termine degli ultimi colloqui organizzati da “Germitalia” in favore del policlinico universitario di Tubinga e del “Klinikum Christophsbad” di Goppingen (non lontano da Stoccarda) stanno ricevendo le comunicazioni ufficiali di ammissione al programma di assunzione a tempo indeterminato dopo i colloqui sostenuti all’hotel “Marad” di Torre del Greco (Napoli) nelle giornate del 6 e 7 novembre. Colloqui ai quali sono giunti candidati da tutta Italia, dalla Toscana alla Sicilia (viaggiando pure di notte) insieme anche ad infermieri di origini straniere, come la tunisina Malek ed altre colleghe di origini albanesi e marocchine. Da segnalare anche un’età media dei partecipanti più elevata rispetto al passato, sintomo di maggiore consapevolezza dell’opportunità tedesca e, forse, anche di una certa disillusione sulle potenziali nuove prospettive occupazionali, anche in campo sanitario, che si paventano in Italia negli ultimi mesi.

Chi ce l’ha fatta dovrà ora solo esibire alla direzione “Germitalia” il biglietto aereo per raggiungere entro il prossimo 10 dicembre Stoccarda, sede del primo corso di lingua tedesca B1 presso la sede dell’Internationaler Bund, che garantirà anche vitto e alloggio agli infermieri italiani, oltre ad un sostegno costante per qualsiasi esigenza. Il programma di inserimento linguistico e lavorativo entrerà poi nel vivo all’inizio del nuovo anno, garantendo ai partecipanti il rientro in Italia per le festività natalizie.

Nello Giannantonio

Marika, la testimonial siciliana dei colloqui per infermieri in Germania: “Ci vuole sacrificio, ma le soddisfazioni arrivano. E il supporto dell’Ib è costante”

 

Ai colloqui ancora in corso per la selezione di venti infermieri italiani da parte del policlinico universitario di Tubinga e dell’ospedale Christophsbad di Stoccarda-Göppingen, organizzati a Torre del Greco nelle giornate del 6 e 7 novembre dall’azienda “Germitalia”, i candidati hanno potuto contare sull’esperienza diretta della testimonial Marika Finocchiaro, infermiera siciliana partita cinque anni fa per la Germania proprio grazie ad uno dei progetti “Germitalia” ed oggi stabile dipendente del “Christophsbad”.

Marika ci ha raccontato la sua storia: “Ai ragazzi che si approcciano ad accettare questa sfida dico che occorrono certamente sacrificio e umiltà. Sacrificio perché non è mai facile all’inizio, specie nell’apprendere una lingua come il tedesco; umiltà perché occorre sì anche svolgere funzioni basiche in ospedale, ma che del resto studiamo all’Università e fanno parte della nostra professione. Di contro, però, le gratificazioni non mancano, e non solo economiche – assicura l’infermiera partita da Catania -. Io oggi lavoro in un reparto interessante, a contatto con casi di demenza senile, Alzheimer, alcolismo, altre malattie demenziali e sono contenta. L’ambiente è stimolante con oltre mille dipendenti in totale”.

Marika rassicura poi i ragazzi italiani sul supporto costante, sul posto, dell’Internationaler Bund (storico partner di “Germitalia”) che tra l’altro cura, nelle proprie strutture di Stoccarda, i due corsi di lingua da sostenere: “Non ti lasciano mai soli, l’Ib è fondamentale per noi italiani specie nei primi mesi, offrendoti tutto il supporto possibile per accedere ai servizi ed ambientarti”. Alla ragazza, una volta conseguito il livello di lingua B2 ed il definitivo inquadramento contrattuale come “infermiera riconosciuta”, il datore di lavoro aveva offerto anche un alloggio all’interno della stessa struttura ospedaliera: “Ma io per cultura mia non intendevo vivere nello stesso luogo del lavoro – conclude Marika -. Allora, con il datore di lavoro che ha fatto da garante, mi sono cercata un piccolo appartamento a Göppingen, una città che si sta modernizzando e dove il costo della vita è anche più contenuto rispetto a Stoccarda”.

Nello Giannantonio

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